Promozione Umana

X un sì alla vita

I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’: RAUL FOLLEREAU

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

opinione follereau

Nel 1935 durante un safari in Africa, il giovane e promettente giornalista Raul Follereau viene a contatto per la prima volta con la terribile realtà dei lebbrosi. La jeep con la quale viaggiava si ferma presso uno stagno: in quel momento dal fitto della foresta emergono i lebbrosi, dai visi impauriti e dai corpi distrutti e rovinati dalla malattia, con un disperato bisogno di cibo. Questo incontro cambia la sua vita. 

Scioccato da ciò che ha visto, Raul Follereau decide di fare qualcosa per quei "sepolti vivi". 

Nel 1946  fonda L'Ordine della Carità che diverrà in seguito la Fondazione Raoul Follereau. Raccoglie i soldi  nelle sue conferenze viene finalmente inaugurata ad Adzopé (Costa d'Avorio) la città dei lebbrosi con laboratori, radio, cinema, e tante piccole case al limitare della foresta. I primi malati escono così dall'emarginazione in cui da secoli erano tenuti, molti altri li seguiranno. 

Rendendosi conto che la realtà dei lebbrosi del mondo era molto maggiore di quella vista a Adzopé, Follereau decide di compiere il giro del mondo, dall'Africa all'Asia, passando per le isole dell'Oceano indiano, in tre anni Raoul si rende conto di quanto  fosse enorme e terribile il problema dei lebbrosi a livello mondiale. 

“Nel secolo XX del cristianesimo ho trovato lebbrosi in prigione, in manicomio, rinchiusi in cimiteri dissacrati, internati nel deserto con filo spinato attorno, riflettori e mitragliatrici. Ho visto le loro piaghe brulicare di mosche, i loro tuguri infetti, i guardiani col fucile. Ho visto un mondo inimmaginabile di orrori, di dolore, di disperazione “. (Raul Follereau)