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X un sì alla vita

ESTATE, QUELLA VOGLIA DI VIVERE

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pensaci su riflessioni vacanza

La passione più tenace riguarda certamente la propria vita. Nei giorni estivi questa passione sembra esplodere. Tutto vale: incontri, mare, monti, camminate, mangiate in montagna e diete al mare. Evviva. Il filosofo Blaise Pascal scrisse: “Negli uomini c’è un altro istinto segreto, residuo della grandezza della prima natura che fa loro comprendere che la felicità vera è nella quiete e non nel trambusto.   

La riflessione e meditazione erano per lui le vie più immediate per rasserenarsi, risvegliare la voglia di vivere. L’uomo contemporaneo non conosce più la forza della concentrazione, la capacità di comunicare con la parte profonda di se stesso. Le distrazioni sono entrate ormai nelle vene e nel cervello e, se non si butta nel trambusto, ha la sensazione d’essere inesistente. Nemmeno durante le ferie apprezza il riposo per ascoltarsi, apprendere, attraverso le riflessioni, la bellezza della sua anima.   

Sì, l’anima c’è, anche per chi crede d’avere solo il corpo bello, giovane e seducente… Si manifesta quando si sta in compagnia dei propri pensieri. Il rumore, la frenesia, le chiacchierare sono come una droga, una dipendenza incontrollabile. La mente ha bisogno di quiete per sentirsi viva, trovare fiducia in sé, esprimere le sue potenzialità umane e spirituali. La nostra storia è intessuta d’episodi, situazioni e sofferenze che richiedono un piccolo periodo di elaborazione per capire il senso.   

Ognuno di noi, in questo debutto, è attore e personaggio con il preciso compito d’essere piacevole, affascinante. Conosco persone che restano sempre fuori scena, non sanno dove sono e perché ci sono. Mi ricordano un’affermazione dello scrittore francese Gustave Flaubert: ”Mi sento vecchio, usato, nauseato di tutto. Gli altri mi annoiano come me stesso. Ciononostante lavoro, ma senza entusiasmo e come si fa un compito. Non attendo altro dalla vita che una sequenza di fogli di carta da scarabocchiare in nero. Mi sembra d’intraprendere una solitudine senza fine, per andare non so dove. Sono io stesso a essere di volta in volta il deserto, il viaggiatore e il cammello”.   

Lo scrittore descrive una sorta di nausea, di vuoto, di scoraggiamento; una sensazione che aleggia in molte persone adulte demotivate. Sazie di tutto, ma interiormente vuote. E’ vero, è difficile trovare persone vere, capaci d’ascoltarsi, di stare in compagnia dei propri vissuti. In molti hanno il non senso stampato in volto anche se palesano ricchezza, potere, successo. Il vuoto interiore che appiattisce la loro anima è terribile.    

Le vacanze servono anche per verificare gli sbagli, le incoerenze, le superficialità che hanno bloccato la nostra maturità. E poi, valorizzare il presente con i nuovi incontri, amicizie. L’altro “non è un inferno”, come vuole farci intendere Sartre, ma un’occasione per amare, scalfire la patina della solitudine. Mi dimenticavo d’invitarvi a sussurrare, in questo tempo di riposo, una preghiera, un grazie a chi ha voluto la nostra vita. Se viviamo, del resto, è perché Lui ci vuole e ama in ogni momento. Io ci penso, provaci anche tu.