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Cannabis, 218 parlamentari per la legalizzazione

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Liberalizzare l'utilizzo della cannabis in Italia, consentendone la detenzione in modica quantità per uso ricreativo ma impedendone la vendita. E' la proposta di legge bipartisan promossa dall'intergruppo presieduto da Benedetto Della Vedova che oggi ha ricevuto la firma di 218 parlamentari. Tra le altre misure previste anche il permesso di coltivare piante in casa fino a un massimo di cinque e la vendita al dettaglio in negozi dedicati forniti di licenza dei Monopoli. Una proposta oscena e irresponsabile per chi vive e lotta per aiutare i giovani e giovanissimi a uscire dalle dipendenze.  

Gli studi scientifici, già da qualche tempo, hanno dimostrato le conseguenze dannose prodotte in chi aveva fatto uso di cannabis. Solo l’ideologia, cara ad alcuni politici, riconosce la validità del binomio fumo-innocuità. Tra la solita disinvoltura dei mezzi di comunicazione si è diffusa la convinzione che le cosiddette canne sono sostanze inoffensive. “Fa più male l’alcol quando ci si sbronza”, si dice, come se il problema fosse di scegliere il meno dannoso di due veleni, dimenticando il particolare, non proprio irrisorio, che entrambe le sostanze avvelenano l’esistenza umana.                                                                                                                       
Le ricerche hanno riproposto tutta la nocività della cannabis. Lo psichiatra Giovanni Battista Cassano, rinomato docente dell’Università di Pisa denunciava che “Questa droga (la marijuana) agisce nelle stesse strutture del cervello interessate dalla cocaina e dalla morfina, e costituisce un gradino, sia per l’assunzione delle droghe “pesanti”, sia come attivatore di patologie psichiatriche […] di tipo paranoide […] o crisi di depersonalizzazione”. Diversi ricercatori  come il dott. Giovanni Serpelloni già direttore del dipartimento ministeriale antidroga ha confermato gli effetti dannosi sul cervello del tetracannabinolo, il principio attivo presente nella cannabis. Esso provoca: “Le paranoie, il risentimento, una sorta di vischiosità del pensiero, una subdola forma di depersonalizzazione, con ostilità e irritabilità non presenti prima dell’uso della sostanza nei tratti caratteristici del paziente. 

Penso che il silenzio sui danni di questa droga che di leggero non ha niente, vada cercato soprattutto nella diffusione ormai inarrestabile. Fa parte di una mentalità comune tollerare con un omertoso silenzio ciò che si ritiene un fenomeno di massa. Il male comune spesso diventa costume con il tacito assenso di molti. Il consumo di cannabis, in questi ultimi vent’anni ha ricevuto il benestare dei politici, giudici e persino dei genitori che son soliti dire che si tratta di “erba”, di droga leggera.  Le conseguenze negative tuttavia risultanti dal consumo della cannabis, sono tante.   

Con forza lo psicanalista Risè afferma di non chiamare più la cannabis droga leggera. La leggerezza fa pensare che sia poco pericolosa. Oggi gli spinelli sono geneticamente modificati e potenziati per avere effetti sempre più micidiali, e causano gravi danni cerebrali.  La cannabis è una bomba per il cervello, specie per gli adolescenti in via di sviluppo. Dà problemi di memoria e concentrazione, provoca apatia e demotivazione, disturbi nella capacità di formulare idee e risolvere problemi. Causa ansia e depressione, allucinazioni, attacchi di panico e paranoia. E gravi malattie mentali, come psicosi e schizofrenia”.    

Lo skunk delle cannabis è micidiale. Negli ultimi anni si è passati dal 4 al 25 per cento di thc (il principio attivo della cannabis): lo spinello più forte, chiamato skunk, può provocare da solo un’overdose, anche senza l’aggiunta di altre sostanze. Un solo spinello può causare una crisi psicotica. L’età in cui si comincia ad assumere cannabis si abbassa sempre più. Attenti quindi alla vita che finisce in fumo.   

I 218 politici che firmano la liberalizzazione della cannabis hanno presente i disturbi di personalità che queste sostanze producono? Basterebbe far sapere questi soloni che buttano su un pezzo di carta la loro firma, il loro  assenso alla liberalizzazione di questa droga che di leggero non ha proprio niente, che parecchi adolescenti con l’uso di questa sostanza hanno attivato stati psicotici e schizofrenici latenti. Cari politici che volete legalizzare la cannabis, siete disposti a permettere ai vostri figli d’intossicare legalmente la loro testa? Se lo siete, domando scusa, ma mi permetto di suggerirvi una virtù in disuso, la prudenza o il buon senso.