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Ritorno dell’eroina, la “dea buona”

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L’eroina è una droga  buona?  E’ una domanda che mi pongo e mi sento fare dagli altri. Non lo so, non l’ho mai usata.  Ho invece dei racconti, delle storie, delle nozioni che vorrei condividere per parlare in modo onesto e crudo di questa sostanza.  Mi sono fatto un’idea che questa droga è ritornata perché “ è buona”. Piace, trasmette sensazioni positive, per questo si cerca, si usa e si sottovalutano i danni fisici e psichici. Si sa che la nostra mente è vincolata, dipendente dal piacere. 

L’eroina dà un piacere totalizzante, irrinunciabile. Alla domanda  ai quindicenni, sedicenni : perché usi  ero? La risposta è immediata: “Perché mi piace!”.  Le persone che si drogano  non sono stupidi anche se  fanno una cosa stupida.  Afferma Andrea di sedici anni:  “L’ eroina è una “dea” buona, mi fa star bene, risponde in modo sincero e immediato ai miei bisogni, risolve i miei problemi, mi dà quello che gli altri non sono stati capaci di darmi”. 

Stefano diciannove  anni che fuma eroina da due d’anni sa tutto su tutto su questa droga: gli effetti, i danni. Gli chiedo, mentre mi guarda con sospetto: la tua salute, il tuo futuro quanto ti preme?  Mi risponde:  “La mia mente preferisce fissarsi sul presente,  solo dopo può impegnarsi a immaginare il futuro. L’eroina  mi appaga il presente, mi offre risposte di benessere, di momentanea realizzazione. Ciò che avverrà coinvolge il futuro e non merita da parte della mente la stessa attenzione”. 

La “dea buona” e la “dea cattiva” accompagnano sempre il tossicodipendente. Prevale la prima o la seconda? All’inizio dell’incontro con la droga certamente la prima, ma poi deve cedere il posto alla seconda, ma  alla persona ormai dipendente, non m’importa. 

Questi ragazzi considerano  il consumo d’eroina un’esperienza come tutte le altre. Vanno alla ricerca di sensazioni forti, piacevoli. Se qualcuno dice  loro che stanno rischiando,  non lo ascolto. Si sentono  onnipotenti da considerare le affermazioni del  medico dello psichiatra o psicologo, allarmismi inutili.  Ai nostri Centri d’Ascolto si presentano questi giovanissimi sballati di cocaina e di eroina con un atteggiamento sfidante, oppositivo. In casa maltrattano i loro genitori per avere i soldi o rubano oro, oggetti preziosi per barattarli con lo spacciatore. 

Che fare allora? 
Prima di tutto far sapere alla gente che c’è questo ritorno della eroina, poi capirne le cause. Una causa da non sottovalutare è l’uso di sostanze eccitanti come la cocaina, la ketamina, alcol. La mente sotto l’effetto di queste droghe ha bisogno di sostanze analgesiche. L’eroina e l’abuso di benzodiazepine tranquillizzano, mettono a condizione di riposo la mente. Un’altra causa è la tolleranza e la superficialità  ormai diffuse che lasciano intendere ai giovani che drogarsi è una scelta e che le droghe non sono tutte uguali. Certo che non sono tutte uguali, ma tutte contribuiscono a formare nella psiche lo stato compulsivo, la dipendenza. 

Aggiungo un richiamo ai genitori e agli educatori. Più volte noi che viviamo da più di trent’anni con i dipendenti da sostanze stupefacenti, alcoliche e psicotrope abbiamo detto e ripetuto che l’eroina,  la “dea buona” sarebbe ritornata a sostituire la polvere bianca (cocaina) e che non bastava reprimere il fenomeno, ma prevenirlo con un impegno educativo delle nuove generazioni. Educare alla maturità è prevenire. Non basta dirlo, occorre farlo!.