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L'enciclica “Laudato si', mi' Signore”

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opinione papa francesco

La nuova enciclica di papa Francesco uscirà il prossimo 18 giugno, alcuni contenuti già li conosciamo. Papa Francesco già in passato si è soffermato sull’uomo custode del creato. “Dobbiamo custodire il creato. È un dono che il Signore ci ha dato, per noi: è il regalo di Dio a noi. Noi siamo custodi del creato. Ma, quando noi sfruttiamo il creato, distruggiamo il segno di amore di Dio.” E aggiunge: “La bellezza della natura e la grandiosità del cosmo suscitano in noi grande stupore e un profondo senso di gratitudine come quando ammiriamo un’opera d’arte o qualsiasi meraviglia che sia frutto dell’ingegno e della creatività dell’uomo. Se Dio vede che il creato è una cosa buona e una cosa bella, anche noi dobbiamo avere questo atteggiamento: contemplare il creato per dire il nostro grazie a Dio.”  
Solo in questo modo il potere della sensibilità verso tutte le creature è completo, trascina l’essere umano di tutti i tempi ad esserne custode, ossia vigile nel non danneggiare il creato per subdoli fini economici. 

Il dono della scienza  
Papa Francesco s’appella anche alla scienza che è la custode di ciò che ha creato Dio: “Il dono della scienza ci pone in profonda sintonia con il Creatore e ci fa partecipare alla limpidezza del suo sguardo e del suo giudizio. Ed è in questa prospettiva che riusciamo a cogliere nell’uomo e nella donna il vertice della creazione, come compimento di un disegno d’amore che è impresso in ognuno di noi e che ci fa riconoscere come fratelli e sorelle”. Il dono della scienza ci deve aiutare a non cadere in alcuni atteggiamenti eccessivi o sbagliati. Guai se ci sentiamo padroni del creato. Il creato non è una proprietà dell’uomo, di cui può spadroneggiare a suo piacimento; né, tanto meno, è una proprietà solo di alcuni, di pochi: il creato è un dono, è un dono meraviglioso che Dio ha dato a tutti gli uomini, per averne cura e utilizzare a beneficio di tutti, sempre con grande rispetto e gratitudine. 

Noi contadini del creato 
Il verbo stesso “coltivare”, ha evidenziato papa Francesco, “richiama alla mente la cura che l’agricoltore ha per la sua terra perché dia frutto ed esso sia condiviso”. L’agricoltore con tanta attenzione e passione prepara e semina il suo campo. Il Papa ci chiede se noi coltiviamo il creato con lo stesso entusiasmo e dedizione o invece lo trascuriamo? L’atteggiamento dell’uomo, custode di questo giardino è di sentirsi padrone, proprietario di tutto. L’uomo è spinto dalla superbia del dominio, del possesso, del manipolare, dello sfruttare l’universo. Non è custode del creato, ma manipolatore, sfruttatore per fini individuali. L’uomo ha perso l’atteggiamento dello stupore, della contemplazione, dell’ascolto della creazione. E’ venuta meno in lui la sensibilità del “contadino” che cura la sua terra e non l’inquina con pesticidi. Non riesce più a leggere nella natura quello che Benedetto XVI chiama “il ritmo della storia d’amore di Dio con l’uomo”. Bellissima questa affermazione! L’uomo non riesce più ad avere una storia d’amore con il creato. 

Il rapporto uomo-natura 
La rottura di questa “storia d’amore” tra creato e uomo ha danneggiato anche i rapporti umani. Papa Francesco puntualizza: “Il coltivare e custodire la natura non comprende solo il rapporto tra noi e l’ambiente, riguarda anche i rapporti umani”. Il rispetto dell’ecologia umana e di quella ambientale è inscindibile. La mancanza di rispetto della natura si è riversata sulla società dove la persona umana oggi vive a rischio. Quante malattie per l’inquinamento atmosferico, delle falde acquifere, quante malattie per una alimentazione compromessa dai pesticidi. La vita non vale, si può sopprimerla, ignorarla. È urgente, pertanto, un’ecologia etica per tutelare la salute. Ci vuole un impegno forte e intelligente per far crescere la sensibilità verso il creato, la casa dell’uomo.  Ritorna sempre la stessa domanda: la vita, la nostra vita vale? Se la risposta è positiva, l’uomo di tutti i tempi, sarà un “contadino” attento e scrupoloso nel coltivare e custodire questo meraviglioso campo del mondo Altrimenti, se prevarranno se prevarranno in lui altri pseudo valori, non si lamenti poi delle conseguenze… 

Parafrasi del "Cantico di frate Sole".                                                                                                                        
Dio, altissimo, onnipotente, buon Signore,                                                                                                                     
le lodi, la gloria, l'onore e ogni benedizione sono tue.                                                                        
Esse si addicono solo a te, Altissimo Dio,                                                                                                                        
e nessun uomo è degno di nominarti.                                                                                                   
Tu, mio Dio, devi essere lodato con tutte le tue creature,                                                                            
specialmente (perché hai creato) il fratello sole                                                                                                                                                                                                                     
il quale è la luce del giorno e illumini noi con esso.                                                                      
Esso è bello e luminoso con grande splendore:                                                                                                                        
esso rappresenta Te, o Altissimo.                                                                                                       
Tu, mio Dio, devi essere lodato perché hai creato la sorella luna e le stelle:                                                                   
le hai create nel cielo chiare e preziose e belle.