Promozione Umana

X un sì alla vita

“Il partito del non voto”

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

opinione elezioni

Se dovessi votare in queste elezioni regionali, non saprei proprio su quale simbolo ficcare la mia crocetta. I motivi sono diversi. Si parla di ripresa economica e occupazionale, ma  qualcuno ha fatto osservare che tale ripresa è solo una promessa o un’immaginazione venduta per ottenere consensi. 

Un dato è certo, che le nostre famiglie sono sempre più povere, i disordini sociali (violenze, uccisioni, furti, rapine, spaccio di droghe, sbornie ed altro) sono in aumento. Lo scandalo di chi percepisce stipendi e pensioni da nababbo non fa più scalpore perché è ormai accettabile che nella nostra società i ricchi siano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. 

I soldi sono diventati l’idolo assoluto e i “fedeli” sono molti a sacrificare al dio soldo l’onestà, la dignità. I più poveri sono lasciati crepare nei dormitori pubblici e gli ammalati prima di essere curati si verifica l’età, il costo dell’intervento, la provenienza. C’è chi vive in “paradisi terrestri” o fiscali e chi ha come dimora un garage, uno scantinato; c’è chi addenta l’aragosta e chi deve sfamarsi con i resti delle pattumiere. 

Ci sono anche scandali e appropriazioni indebite di denaro pubblico che favoriscono la sfiducia dei cittadini verso le Istituzioni. Vale sempre il principio della furbizia a scapito di una coscienza retta. L’affermazione più comune dei ladri eccellenti delle nostre istituzioni è la seguente: “Sono tranquillo, ho fiducia nella giustizia”. Sempre con la speranza che la giustizia sia giusta... 

Sono ormai molte le persone che si chiedono: che fiducia possiamo avere quando ci accorgiamo che la politica deve eseguire gli ordini che pervengono dalla Banca Centrale Europea? Che ruolo può giocare il nostro Parlamento quando ogni decisione è già codificata nei trattati Europei e deve essere perseguita senza possibilità di mediazione, se non marginale? 

Tutto questo ed altro può certamente giustificare il perché sta costantemente crescendo il "partito del non voto" che comporta la rinuncia a un'azione fondamentale per la democrazia. Votare è un dovere morale del cittadino, ma è anche una responsabilità personale da esercitare liberamente e spontaneamente per il bene comune. 

Sta costantemente crescendo il "partito del non voto". Il non andare a votare può essere una forma di denuncia, di malcontento, di contestazione. E' indubbio che questo predominio delle oligarchie finanziarie e multinazionali, che controllano totalmente anche l'informazione, ha creato una sensazione generalizzata d’impotenza. Il cittadino si sente inutile e preso in giro. Vorrebbe votare per quei partiti che sono intenzionati a portare qualcosa di profondamente nuovo. Quali, in questa babele di beghe, d’interessi personali o di categoria? 

“Il partito del non voto” può diventare forte, se i politici non si assumeranno le loro responsabilità, se persevereranno con le loro ipocrisie, carrierismi e fame di poltrone. Sta avvenendo qualcosa di preoccupante in Italia: i ladri eccellenti si vantano di esserlo, i poveri sono al limite della sopportazione: una caduta di stile personale e sociale.  

Papa Francesco ha puntato il dito contro la "classe dirigenziale" che si è "allontanata dal popolo" che si è "chiusa nel proprio gruppo, partito, nelle lotte interne" e ha lanciato il suo anatema contro i "corrotti" per i quali "non c'è salvezza". Dopo queste parole non mancarono lamenti da parte di alcuni esponenti politici per l’eccessiva severità del richiamo. Il papa voleva solamente tratteggiare la strada per risalire la china e tornare a essere un paese civile.