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X un sì alla vita

Generation drink

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Basta fermarsi a osservare i ragazzi che s’aspettano su un piazzale e decidono dove passare la notte, tutta la notte. Leggere sui loro volti l’euforia eccessiva, gli sguardi un po’ persi. E poi guardare con più attenzione i loro gesti, ascoltare le loro parole e parolacce, per saperne di più su questa nuova generazione di bevitori. Accorgersi, inoltre, di vivere in un’epoca ebbra, in un mondo in cui lo sballo dei giovani e giovanissimi abbonda.    

L’aspetto più inquietante è che l’età è sempre più bassa. Si debutta con i primi sballi a 12 anni per i maschi e a 13 anni per le femmine. Tutto serve per uscire di testa: birra per iniziare, superalcolici, bevande imbottigliate a base di agrumi o succhi di frutta, dal gusto gradevole e dalla pericolosità insospettabile a causa della loro alta gradazione alcolica. Purtroppo una delle tendenze del mercato è far iniziare i ragazzini durante il divertimento in maniera apparentemente soft, per poi portarli alla dipendenza.   

Anche da noi si sta diffondendo tra i giovanissimi lo “sballo etilico” tipico del nord d’Europa, dove hanno problemi gravissimi con l’alcolismo giovanile. Vogliono rompere le regole e dire: ci siamo anche noi, un po’ diversi da voi adulti. Ai danni della salute fisica e psichica di questi ragazzi, fa seguito il degrado dell’ambiente. Osserviamo che cosa succede, dove i ragazzi vivono la loro vita di ogni giorno: a scuola, nei locali degli happy hour, nelle piazze e discoteche. Il gruppo dei ragazzi è compatto: si sposta, sceglie il locale dove è costume bere, fumare qualche “canna”, permettersi tutto.   

Sono soprattutto i più piccoli ad avere in mano cocktail, la canna o qualche pastiglia d’ecstasy. Hanno l’impressione che lo sballo liberi dalle inibizioni, faccia passare le serate e le notti in allegria. I ragazzi in gruppo sviluppano le loro passioni e mode, trascorrono le notti prave, condividono esperienze in comune. Quando gli interessi si svuotano di valori è facile che il gruppo diventi branco e segua riti pericolosi e perversi, dettati dalla noia e dall’insoddisfazione interiore. Il branco sceglie uno spazio circoscritto, “quasi sacro” dove compiere il gesto, l’azione senza razionalità.     

Di fronte a questo degrado della città il campanello d’allarme dovrebbe squillare e poi trovare i rimedi. Ci chiediamo, l’insicurezza, la paura di un anziano, di una mamma con un bambino, di una persona qualsiasi, non è da prevenire con interventi educativi in famiglia, nella scuola? Come si comportano i nostri ragazzi nei luoghi pubblici?  L’alcol rimbecillisce ragazzi e ragazze seduti fuori dai bar con la bottiglia di birra in mano e superalcolici di ogni tipo. E gli incidenti stradali?                          
Giovani ubriachi transitano sulle nostre strade con moto, auto, mettendo gravemente a rischio la loro e altrui vita. E le aggressioni e violenze contro le donne? Ci sarebbe tanto da dire, da commentare nei telegiornali o in qualche trasmissione televisiva importanti. Si preferisce tacere!