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Le persone buone ci sono

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pensaci su volersi bene

Siamo in molti a chiederci se il bene avanza o arretra nella nostra società. Se ci soffermiamo su alcuni fatti di cronaca, il bene sembra un valore in via d’estinzione. Dai telegiornali e giornali  ci viene buttata addosso una lista di atrocità che ci fanno pensare che l’uomo “produca”  solo il male, la violenza. Per scoprire il bene non affidiamoci ai sondaggi demoscopici e nemmeno al pensiero di qualche strizzacervelli in auge. Consultiamo le persone comuni, con un volto solare o con qualche cruccio nel cuore.   

Le persone che vivono vicino noi e conducono una vita facile o difficile, con quel tocco di serenità e di forza interiore che attira, piacciono. Queste persone comuni offrono uno stile di vita  semplice, lineare, buono. Il segreto? Hanno ancora conservato in sé una coscienza attiva che sa vagliare, valutare le scelte e azioni. Questi individui, senza posizioni sociali eccellenti o conti in banca cospicui, s’accontentano di esserci, di condurre una vita sobria, certi che anche “gli uccelli dell’aria non seminano e non raccolgono, eppure Qualcuno pensa a loro”. S’accontentano di quello che hanno e s’affidano a quella  speranza che dà senso al presente e al futuro. Ingenui? Macché, sono persone che hanno sempre presente il senso di questi giorni, la loro fine. Sono persone che sanno verificarsi ogni giorno sul bene fatto e sono contente di chiudere ogni giornata in attivo.   

Costoro vivono lontani dai riflettori, sono liberi dall'immagine e da qualsiasi potere politico, economico. Sono diversi tra di loro, sia per indole sia per esperienze di vita, anche se portano in sé qualcosa di comune.  Ricchi o poveri, bianchi o neri, sposati o scapoli, credenti o non, giovani o vecchi, ognuno di questi s’incammina verso un azione, una scelta con il  setaccio della coscienza. Quanto bene in queste persone semplici come le colombe, ma non sprovviste dell’astuzia del serpente! Il bene quindi c’è, un bene spesso nascosto che s’attiene al suggerimento evangelico di “non suonare la tromba.   

Anche i trombettieri del bene ci sono, eccome! Il bene non è un prodotto da reclamizzare, ha come esigenza la segretezza, la discrezione. Vivere accanto a queste persone amanti del bene, è ricevere, ogni giorno, ricchezza interiore, motivazioni nuove. È possibile questa partecipazione in chi dà alla sua vita valore, fiducia e sa accogliere i momenti belli e brutti, guardando sempre oltre il limite della sofferenza e delle tragedie. Il bene è un  risultato individuale e non un’eventualità del destino. Tutti possiamo essere costruttori di una società più matura, più valida, se lo vogliamo. Eppure, non è così.   

Per favore, pubblicizziamo il bene che fa bene per strappare dalla mente di molti quella patina di pessimismo che ferma gli slanci, le attese. È dannoso all'equilibrio caricare la nostra mente  di violenze, rivalità e cattiverie.  Ogni attimo, pur fuggente, va vissuto, apprezzato per assicurare alla mente novità, cambiamento, il bene che c’è.  Il bene è libertà, maturità, innamoramento di sé e degli altri, della storia. Le persone veramente buone sanno accogliere la vita con le sue ombre e luci. Conoscono le note della sofferenza e quelle della gioia da inserire nello spartito della melodia della vita. Qualcuno ha detto che non serve il “secchiello” del bene per svuotare il mare del male. Basterebbe, da parte dei media “far conoscere anche questo “secchiello”.