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Dio c’è… e anche l’altra vita

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opinione resurrezione

Vogliamo, per favore, chiederci un po’ di tempo per noi, entrare nella nostra testa per restare in compagnia di nuovi pensieri? La Pasqua vuole essere per tutti non un giorno di ricordo, ma un tempo lungo quanto la vita per rispondere alla grande domanda se la nostra storia si ferma in una scatoletta di ceneri o va oltre?  Parlare di resurrezione, non ci dispensa di conoscere se qui dove siamo temporaneamente incollati, siamo vivi o morti. Se siamo persone libere di amare, sperare, esserci con quel tocco d’entusiasmo del bambino e con quella limpidezza dell’uomo giusto. Se la resurrezione non si raggiunge qui, come possiamo collocarla oltre. La resurrezione di Cristo è un evento straordinario che rischiara il nostro vivere, dà ai nostri giorni quel tocco di gioia, di paradiso in terra. 

Il male è vinto 
Il male, il dolore, le rivalità che ogni giorno sperimentiamo e che ci vengono buttate addosso, possono essere vinti. Non perché cessano, non perché il gioco della fantasia le rilega in un angolino del cervello per affidarli all’oblio. No, il male resta, questa tanaglia c’è. Ma in ognuno di noi ci deve essere tanta forza per liberarsi. L’augurio quindi è questa specie di “resurrezione umana” per uscire dai “nostri sepolcri”. Basta con questo scenario di persone spente, imbrattate di rabbia, d’egoismo, di cattiveria. Il male fa male, spegne gli slanci verso il futuro, timbra l’altro di sospetti, di negatività, riduce la testa a un rumore assordante di parole, d’emozioni. Risorgiamo, riportiamo in noi una scintilla di speranza, di umano. La società non è un inferno, è lo spazio per incontrarci, aiutarci, stimarci reciprocamente. 

Un paradiso quaggiù 
Si legge nella celebre Opera da tre soldi di Bertolt Brecht: “Fossimo tutti buoni, si vedrebbe la terra trasformarsi in paradiso. Il paradiso in terra che ideale!”. Se c’impegniamo a costruire questo “piccolo paradiso quaggiù”, anticiperemo, almeno come desiderio, l’altro. C’è chi vuole sapere se oltre il buio della morte c’è una luce, una speranza; se questa luce attraversa il cancello della morte per rompere l’infinito silenzio. La resurrezione di Cristo è la risposta, rompe la morte. Cristo che risorge ci assicura che vivremo e che la morte non è l’esproprio totale del nostro essere, ma un passaggio, un mutamento, uno stato nuovo d’esistenza. 

Desiderio di resurrezione 
Dio è stato declassato ad una pura chimera da conservare nell’immaginario collettivo o segregare come se fosse un ostacolo, un concorrente per gli intelligenti e sapienti di questo mondo.  Eppure, la parte profonda del nostro essere anticipa in sé la resurrezione, il dialogo eterno. Sente la grazia e l’avverte come un vento impetuoso che la trascina verso il divino, pur essendo ancorata al presente e alle cose.