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Papa Francesco in Vaticano con 150 barboni

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papa e barboni

Notizia Ansa: “ Nella città del Vaticano hanno oltrepassato il confine, entrando in territorio vaticano 150 barboni mentre le guardie svizzere che montavano la guardia li accompagnavano con lo sguardo, fino a quando quel gruppo numeroso un po’ sgangherato non ha girato l’angolo, scomparendo dietro la basilica di san Pietro. Un po’ confusi, intimiditi, increduli ma felici. Non ci sono immagini, né fotografie, né filmati. La gioia dei 150 senzatetto invitati dal Papa a visitare gratuitamente i musei vaticani, e la Cappella Sistina ha toccato il culmine quando, ad un tratto, sotto le volte michelangiolesche ha fatto ingresso Bergoglio accompagnato solo da un segretario. Festa per tutti”.   

Un gesto consueto per questo papa dei poveri stringere la mano ad ognuno, chiedendo ad ogni ospite il nome,  la provenienza,  guardandoli negli occhi per cogliere la sofferenza e la solitudine. La bellissima l’accoglienza di papa Francesco: “Benvenuti! Questa è la casa di tutti, è casa vostra. Le porte sono sempre aperte per tutti”. Gli ospiti commossi hanno  applaudito, qualcuno ha regalato al papa qualche lacrima.     

Penso, senza nessuna malizia, quali pensieri saranno frullati nella testolina di alcuni prelati. Uno senz’altro: “Dove porta la Chiesa questo papa? Prima ha fatto costruire le docce in Vaticano per i barboni, ora li porta nella Cappella Sistina e nei giardini vaticani. Aspettiamoci che li ospiti anche nell’appartamento pontificio rimasto vuoto”. Questi pensieri alcuni prelati se li scambiano segretamente. Vorrebbero correggere papa Francesco, insegnargli la virtù della prudenza, ma stanno zitti, per non avere come risposta  le parole di Cristo: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, nudo e mi avete vestito, pellegrino e mi avete ospitato”. 

Andando via  papa Francesco si è raccomandato: “Pregate per me. Ho bisogno della preghiera di persone come voi. Il Signore Vi custodisca, vi aiuti nel cammino della vita e vi faccia sentire il suo amore tenero di Padre”. A quel punto la visita si è conclusa al bar ristorante interno del Vaticano solitamente gremito di turisti ma stavolta, eccezionalmente, vuoto proprio per ospitare i barboni. Si sono poi  tutti messi a tavola per consumare una buona cenetta preparata appositamente per loro. Il Papa non ha voluto che si facesse alcun servizio fotografico. I poveri non si fotografano, ma si accolgono con rispetto, dignità, amore.