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Il caso Bossetti e i media

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italia parallela yara e bossetti

Si dice che alcuni giorni fa sono state fatte dai periti indagini accurate sul PC di Bossetti, da queste indagini pare sia emerso che l’imputato avrebbe fatto delle ricerche particolari, con dettagli che, secondo il parere dell’accusa hanno evidenziato il fatto che Massimo Bossetti cercava su internet tredicenni con caratteristiche ben definite. 

Le fibre del tessuto del sedile del camion di Bossetti sono compatibili con quelle trovate sul corpo di Yara e i passaggi del camion di Bossetti è stato ripreso dalla telecamere la sera del delitto nei pressi della palestra di Brembate di Sopra. 

E’ emerso anche che Bossetti ha fatto delle ricerche su Yara dopo la scomparsa. C’è poi la prova delle prove: il DNA del reo invenuto sui vestiti della vittima. 

Tutti questi indizi e altri hanno appassionato in questi ultimi mesi i media che hanno già condannato il presunto reo. Qualcuno parla di processo mediatico, altri di una doverosa informazione fatta ai telespettatori che vogliono conoscere la verità.  La difesa di Bossetti promette di voler smontare, in sede processuale, ogni accusa fatta all’imputato Bossetti. 

Ora al di là del fatto che una persona sia colpevole o innocente (questo sarà la magistratura a stabilirlo), una domanda è lecita: è giusto sventolare in “piazza” tra un giornale e un telegiornale, fatti intimi di una persona? E’ giusto che i giornalisti siano così “sciacalli” a tal punto da fare e da dire di tutto pur di ottenere audience durante una trasmissione televisiva? 

Credo che ci dovrebbe essere un po’ di buon senso, anche perché ci sono di mezzo degli innocenti (penso ai figli di Bossetti). Credo che certi particolari non dovrebbero essere pubblicati, ma servire solo agli investigatori per le loro indagini. Non è ammissibile che informazioni private e delicate, vengono sbattute in prima pagina o sulle testate televisive senza quella prudenza che distingue i saggi dai  “venditori” di notizie. 

Alcuni giornalisti devono dare qualsiasi notizia che fa scalpore.  Credo che giudicare ed additare come colpevole una persona prima che sia giudicata è poco corretto. “Calunnia, calunnia, qualcosa resta”, diceva Voltaire. Proprio quello che hanno fatto e fanno i mass media. 

La mia non è una difesa dell’imputato Bossetti che certamente lascia tanti dubbi e interrogativi che in sede di giudizio verranno approfonditi per arrivare a un verdetto. Voglio solamente, umilmente, esortare i colleghi giornalisti ad essere prudenti…  E’ un’esortazione soltanto.