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Le corna un limite o un vanto?

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pensaci su cornuti

Ho ricevuto una lettera che riporto nelle parti essenziali: “ Sono un uomo di 32 anni, sposato da sei, mia moglie mi tradisce con un suo collega di lavoro e continua a sostenere il contrario. I miei amici vogliono convincermi che ormai le corna sono protuberanze da portare appresso, senza eccessive ribellioni e tediosi lamenti. Mi suggeriscono inoltre di mettermi in un atteggiamento d’astuta concorrenza. Non sono d’accordo, per me la lealtà e la fedeltà sono indice di maturità e di rispetto reciproco”.   

Queste affermazioni non richiedono commenti, fanno parte della morale umana e del buon senso che purtroppo, in questi tempi, subisce riduzioni indebite e saccenti banalizzazioni.. Qualcuno ha detto scherzosamente che l’unico bipolarismo che sta avendo successo nel nostro Paese è, infatti, quello che si rappresenta con l’indice e con il mignolo tesi.    

Fateci caso: non c’è rubrica di lettere sui settimanali prestigiosi che non ruoti morbosamente attorno ad un paio di corna; non c’è  racconto che non fondi la sua trama sui tradimenti clandestini; non c’è quiz, giochi di società, reportage fotografico che sottovaluti e ometta le avventure erotiche dei big.   

Persino i ricercatori scientifici hanno il loro momento di gloria quando dimostrano che l’adulterio non si deve considerare una colpa, ma una necessità psicologica, una pulsione genetica. Una pulsione che, a mio parere, dovrebbe essere spiegata, avendo presenti anche le vittime del tradimento.    


In questo carosello purtroppo di tradimenti, non va esclusa la pubblicità, ove la seduzione, le tresche sessuali tra coniugi diventano messaggi da diffondere con vanto e con una risata comune, come se si volesse regalare l’imprimatur a tanta stoltezza.   

E’ questo un modo forse per confessare le proprie colpe e sentirsi assolti in questi confessionali, dove i vizi diventano virtù e i tradimenti motivo di vanto.   

Ho sottomano un’altra lettera che un marito scrive alla sua compagna: “Ti sarai accorta che il nostro rapporto è in crisi. Posso assumermi tutte le colpe che del resto tu mi elenchi in ogni nostra discussione. Un fatto è certo: sono orgoglioso di me stesso che dopo 13 anni di matrimonio mi sono costruito una nuova storia affettiva con una ragazza di 22 anni, quindici anni meno di me. Quando hai scoperto questa mia avventura l’hai definita una bravata adolescenziale. Non me ne importa, io sto bene con lei. Non è mia intenzione lasciare la mia famiglia, ma nemmeno interrompere una relazione per me importante”.   

Quel “sono orgoglioso” rasenta indifferenza e una traccia di sadismo.  Purtroppo si tratta di una mentalità diffusa, ritenuta normale. Legittimare l’infedeltà e definirla emancipazione e progresso, si rischia di confondere l’onestà e la lealtà con il proprio tornaconto e egoismo.   

Attenti che in questo modo, si diffonde il principio che le corna sono la normalità (tutti fanno così), mentre la fedeltà è un precetto da ridicolizzare e depennare per sempre.