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Papa Francesco apre le docce e il parrucchiere per i clochard

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

Una bella notizia i senzatetto hanno potuto usufruire del nuovo servizio docce fatto realizzare per loro da papa Francesco in piazza San Pietro, con a disposizione, una volta a settimana, anche un barbiere. Sono stati conclusi in questi giorni, infatti, i lavori per la realizzazione delle nuove docce sotto il Colonnato del Bernini, completando così il progetto più ampio di aumentare questo servizio per i poveri nella città di Roma attraverso le parrocchie che vi hanno aderito, soprattutto in quelle dove già esistono mense per i poveri o dove c'è una maggiore concentrazione di senzatetto.      

I lavori sono stati progettati, guidati e realizzati dai tecnici e dalle maestranze del Governatorato della Città del Vaticano: tre docce e una piccola postazione per il barbiere sono stati inseriti nella ristrutturazione completa di una sezione dei bagni presenti sotto il colonnato di destra. Il tutto, sottolinea la sala stampa vaticana, "è stato fatto con grande sobrietà e dignità, ma utilizzando anche tecniche moderne": ogni lavandino è dotato di acqua calda, dispenser per il sapone e getto di aria calda per asciugare le mani, tutti azionati da fotocellule; al posto delle piastrelle è stata usata una particolare resina per rivestire i muri, facilmente lavabile e che assicura la massima igiene.     

I "pellegrini senzatetto", come vengono definiti, riceveranno, per la doccia, un cambio completo per l'intimo e un kit con asciugamano, sapone, dentifricio, rasoio e schiuma da barba, deodorante, a secondo delle diverse esigenze. la maggior parte del materiale sarà offerto gratuitamente da diverse ditte e persone private che, avendo sentito parlare di questo progetto, hanno voluto condividere in questo modo con i bisognosi le proprie risorse. Il materiale mancante verrà acquistato di volta in volta dall'Elemosineria Apostolica con il denaro ricavato dalla distribuzione delle pergamene con la Benedizione papale.     

Una iniziativa lodevole che nasce dalla sensibilità verso i più poveri. Sull’esempio di papa Francesco  che si ferma davanti alle diverse povertà, i vescovi, i sacerdoti, i religiosi  e le religiose diano testimonianza della loro fede con le opere di carità. I senzatetto vanno sfamati, lavati, rivestiti e soprattutto ospitati. Sono tanti quelli che trascorrono le notti al freddo sotto qualche balconata avvolti in sacchi a pelo con la bottiglia di alcol a fianco. Quanti poveracci, accanto alle nostre abitazioni! Ricordo quello che Bertolt Brecht andava dicendo che “non si risolve l’indigenza dei poveri portandoli nelle nostre case per qualche notte ed evitando che dormano sotto i ponti”. E’ vero, ma quei poveri se sono accolti non rischiano di morire di freddo. Dando un tetto, un letto e un piatto e una doccia a questi derelitti delle nostre città, si realizza da parte nostra l’affermazione di Cristo: “Avevo fame e mi avete sfamato, nudo vestito, senza casa ospitato, sporco lavato”. Papa Francesco scendendo da Gerusalemme a Gerico non corre verso il tempio come il sacerdote e il levita di ieri e di oggi, si ferma e aiuta il povero.