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Giorgio Napolitano: “Sono contento di tornare a Casa”

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Leggo sui comunicati stampa: “Sarà difficile trovare una personalità che per la sua autorevolezza, per le scelte compiute nei momenti giusti, per l'assoluto rispetto del dettato costituzionale e delle leggi correnti, possa imprimere ancora tanta energia ad un ruolo delicatissimo come quello svolto da Giorgio Napolitano”.                                                                

“Giorgio Napolitano se ne va … È una liberazione. Con l'ufficialità delle tre lettere consegnate oggi la Repubblica italiana archivia nove anni di battaglie per nulla super partes che hanno visto nel blitz 2011 per cacciare Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi e mettervi Mario Monti il punto più basso di una presidente della Repubblica che non ha mai nascosto la propria partigianeria per la sinistra”.   

Il Presidente Napolitano risponde a una ragazzina che gli chiedeva se non gli dispiaceva di lasciare il Quirinale dove era stato per nove anni: "Sono contento di tornare a casa!". C’è qualcosa di patetico e di comprensivo in questa affermazione. Il Quirinale è sempre una gabbia dorata dove l’inquilino è onorato e servito, ma è sempre più istituzione che persona. Il presidente della Repubblica uscente non ha mai nascosto il peso dell’età e le difficoltà crescenti a portare avanti i "gravosi" compiti richiesti dalla guida del Quirinale. Nelle ultime ore ha ammesso che al palazzo dei papi “sì, si sta bene, è tutto molto bello ma si sta troppo chiusi, si esce poco”.   

Questi nove anni di responsabilità non vanno “sporcati” con affermazioni avventate e di parte. Assolvere responsabilità importanti comporta anche mettere in conto i limiti, gli errori. Io mi limito a dire che ogni persona che riveste un incarico importante, quando se ne va merita alcune riflessioni ponderate, non improvvisate. La prudenza è una virtù in crisi nella nostra società. Forse, varrebbe la pena metterla in attivo per essere persone sagge. A proposito di saggezza afferma lo scrittore Xavier Wheel: “Dubitate di chi ha solo grandi certezze e riponete fede in chi ha anche seri dubbi, in quanto la vera saggezza sta anche nel riconoscere la propria ignoranza”. E’ solo un avvertimento per chi lo merita. 

Mi è piaciuto ciò che Napolitano ha augurato a noi tutti nel discorso di commiato: "Gli italiani siano sereni per il futuro e soprattutto molto consapevoli della necessità, pur nella libertà di discussione politica e di dialettica parlamentare, della necessità di un Paese che sappia ritrovare, di fronte alle questioni decisive e nei momenti più critici, la sua fondamentale unità".  Grazie.