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X un sì alla vita

La speranza che la mamma di Loris sia innocente

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

Le domande di questi giorni sulla morte del piccolo Loris sembrano trovare la terrificante risposta. Gli occhi che hanno osservato quelli del bambino spegnersi sembra siano stati quelli della mamma. Una mamma impazzita, sdoppiata, possessiva a tal punto da ritenere che quella piccola vita strozzata fosse sua? Le ipotesi si moltiplicano, anche se la verità (se la mamma fosse sdoppiata) non si saprà mai. Povero Loris strangolato da una fascetta che l’elettricista adopera per unire più fili. Quella di Loris gli ha tolto il respiro, l’ha slegato dai famigliari, dagli amici mentre forse i suoi occhi fissavano l’immagine più amata, quella di sua madre. Ora si parla di verità, di giustizia. E’ necessario che il male sia giudicato e se la mamma è rea sia processata, condannata e curata. Un delitto di questa gravità, se fosse stato consumato dalla mamma, ci interroga scientificamente. Chi è davvero Veronica, di quali disturbi soffre psicologicamente, qual è la sua storia remota come ragazza e prossima come mamma e sposa? Questi accertamenti li esige la nostra coscienza sconvolta.  L’immagine di un bambino di otto anni strangolato è rimasta anche in noi; vogliamo pertanto che l’orrore sia spiegato. Certo, non basta di fronte alla tragica fine di Loris avere spiegazioni psicanalitiche, psichiatriche che palesano i disturbi del colpevole. Noi rimaniamo con l’ombra della nostra angoscia nell’anima che ci allontana da ogni psicanalisi. Vorremmo che non sia stata la mamma a chiudere le fascette attorno al collo di Loris, a buttare il corpo in fin di vita in un canale; vorremmo che lei abbia veramente lasciato il 29 novembre quel suo bambino a pochi metri dalla scuola e che poi sia ritornata a prenderlo al termine delle lezioni; vorremmo vederla uscire dal carcere innocente e abbracciare il suo secondo genito rimasto senza fratello e mamma. Questo nostro desiderio inconscio d’innocenza forse è per difendere in questa mamma, tutte le nostre mamme. Ieri sera, durante la trasmissione di “Quarto Grado” i protagonisti hanno suggerito di riservare in noi la speranza che questa mamma sia innocente…  Affidiamoci quindi al silenzio e alla preghiera.  

“Signore, dove l’hai messo il piccolo Loris, tra i martiri, i piccoli santi?  Sono certo che è nelle tue braccia con il grembiule della scuola raggiante di luce, con il suo zainetto con i quaderni e penne, con la sua anima pura che ha sete d’amore. Sono certo che appena arrivato lassù ti avrà parlato della sua mamma con le lacrime agli occhi e tu Signore, cosa gli hai detto? Sono certo che Tu Signore, il solo a conoscere la verità di questa tragedia, avrai messo nella piccola anima di Loris il sentimento del perdono.  Lassù il perdono c’è anche nelle vittime innocenti.  Penso che Loris, dopo che è rimasto a lungo nelle tue braccia Signore, ti abbia chiesto di ritornare nella sua casa con il suo fratellino per giocare insieme, a scuola a salutare i suoi amici, da sua mamma per fissare a lungo i suoi occhi bagnati dalla lacrime. Penso che tu Signore gli abbia concesso tutto questo e che la sua anima, in questi giorni, è ritornata con noi, vicino a sua mamma per chiamarla, aiutarla con un bacio di perdono se ci fosse bisogno. Mi piace immaginare il piccolo Loris ancora qui, viaggiare dal cielo alla terra, dalla terra al cielo per raccontarti Signore come vanno le cose in tribunale, in carcere dove c’è la sua mamma e, tra una notizia e l’altra, narrarti la sua breve storia, le sue sofferenze e gioie. Quante cose Signore ha da dirti Loris!  Sono certo che a Natale nel tuo presepe del cielo metterai anche Loris tra gli angeli per catare “Gloria a Dio nei cieli e pace agli uomini sulla terra”.”