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La mamma di Loris mente? Che strazio!

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C'è una sola immagine di questa faccenda del piccolo Loris ucciso che in questo momento aleggia nella mia coscienza di persona normale, ovvero l'immagine di una "persona" che stringe con le due mani sul collo di un bambino, una fascetta per sopprimerlo: le loro due teste sono vicine, i loro occhi si incrociano, lo sguardo di terrore del bambino che fissa quelli spietati dell'assassino, il rumore del respiro e della voce che si strozza, che affievoliscono fino all'esalazione finale. Mi chiedo quale essere del genere umano possa sopportare questa bestialità per il resto della propria vita. E se la mamma fosse stata presente? Spero di no, altrimenti nessuna parola potrei scrivere o sussurrare a chi mi chiede una spiegazione. Loris è stato strangolato, gli inquirenti vogliono sapere da chi e dove? La mamma sostiene d’averlo lasciato vicino alla scuola, le telecamere smentiscono la deposizione della mamma. Le fascette trovate in casa sembrerebbero compatibili con quella usata per strangolare Loris. Si tratta di lacci plastificati che una volta stretti non si possono più riaprire se non tagliandoli. Questa una delle ultime ipotesi dall'autopsia. E proprio su questo punto emerge un dettaglio inquietante. Un mazzo di fascette simili era stato consegnato da Veronica, la mamma del piccolo alla maestra di Loris che era andata a casa a fare alla mamma le condoglianze. "Ve le restituisco, sono quelle che servivano per le lezioni di scienze" ha detto Veronica all’insegnante, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Ma a scuola i bambini non hanno mai lavorato con quelle strisce di plastica, né per le ore di scienze né per ricerche o compiti di altro genere. E la maestra, per quanto trovasse strano l’episodio, ha fatto finta di nulla, le ha prese e subito dopo le ha consegnate alla polizia. Secondo le ultime notizie, le fascette sequestrate sarebbero compatibili con quella del delitto, gli inquirenti si riservono di eseguire ulteriori indagini. Un particolare non da poco in questa storia in cui la mamma sembra voler depistare le indagini in corso. Agli investigatori non sono passati inosservati i problemi della madre di Loris: Veronica Panarello ha vissuto un’infanzia complicata, rapporti difficili con la madre e due tentativi di suicidio. Al momento non è indagata, ma sembra che abbia mentito sul fatto di avere accompagnato a scuola il bambino. Lo confermerebbe il video di una telecamera di sorveglianza che avrebbe immortalato il momento in cui la donna esce di casa soltanto con il figlio più piccolo, mentre Loris sarebbe rientrato in casa. L’avvocato della donna, Francesco Villardita, ha detto che «la signora non è assolutamente soggetto sottoposto a indagine». E a proposito della perquisizione ha detto: «È solo una ricerca di elementi utili alla soluzione». Spero che la madre sia estranea a questo delitto. La coscienza di ciascuno di noi rifiuta che fossero proprio gli occhi della madre o di un famigliare a fissare le gli occhi del piccolo Loris mentre veniva strangolato. La nostra coscienza, tuttavia, ha bisogno di verità, che questa mamma dica quello che sa sul suo piccolo mai entrato in scuola e soppresso barbaramente. Basta con l’omertà di chi sa e tace, di chi piange il piccolo Loris e depista le indagini. Soprattutto parlino la mamma, il papà, i famigliari della vittima, è necessario che le ombre che hanno avvolto questa famiglia siano dissipate. Chi è il colpevole? Chi sono i boia di questo bambino di otto anni? “I bambini non si toccano”, ho sentito gridare in questi giorni da giornalisti, opinionisti, gente comune. Sono d’accordo! In questo momento però è necessario conoscere la verità anche per tutelare con maggiore attenzione tutti i bambini a rischio nelle loro famiglie.