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Policonsumo di cocaina e altre sostanze

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Il poliabuso di sostanze è molto diffuso tra i consumatori di sostanze psicoattive. I consumatori abituali di cocaina non fanno eccezione. La cocaina anzi è una tra le droghe d’abuso che maggiormente viene associata ad altre sostanze. Le “Relazioni Annuali al Parlamento” degli ultimi anni, registrano una forte tendenza al policonsumo, con un’elevata associazione con alcol e tabacco a tutte le sostanze stupefacenti. In particolare, i consumatori di cannabis nel 12,7% dei casi usano anche cocaina, e nel 3,1% dei casi associano eroina. I consumatori di cocaina nell’84,8% dei casi usano anche cannabis e alcol e nel 14,6% anche eroina. I consumatori di eroina nel 76,8% dei casi assumono anche cannabis e nel 51,8% consumano contemporaneamente anche cocaina.

Cocaina e cannabis

E’ opportuno evidenziare anche gli effetti che risultano dall’azione combinata, o ravvicinata, di cannabis e cocaina. La vasodilatazione della mucosa nasale indotta dalla cannabis, anche se assunta precedentemente, riduce l’effetto vasocostrittivo della cocaina. Questa azione si traduce in un assorbimento significativamente maggiore della cocaina sniffata. Pertanto, a parità di dose, l’uso combinato di cannabis produce anche nell’assuntore abituale di cocaina effetti incontrollabili poiché il fumo di cannabis aumenta la frequenza cardiaca, incrementa i livelli plasmatici di cocaina, anticipa l’inizio dell’effetto e ne prolunga la durata. Di qui l’uso contemporaneo delle due sostanze per ottenere sensazioni più ampie.

Cocaina ed eroina

L'assunzione di cocaina in combinazione con l'eroina viene comunemente indicata come "speedball". Questa combinazione è ricercata dal consumatore in quanto sembra attenuare la disforia (l’effetto down) che interviene con l’esaurimento degli effetti della cocaina. La cocaina riduce i sintomi dell’astinenza da oppiacei mentre l’eroina può ridurre l’irritabilità tipica dei consumatori cronici di cocaina. La combinazione cocaina-eroina è tuttavia estremamente pericolosa in quanto gli effetti contrastanti possono mascherare i sintomi di una overdose e comportare rischi fatali di blocco respiratorio e collasso cardiocircolatorio.

Cocaina e alcol

L'alcol aumenta la velocità degli effetti della cocaina, ma rende più difficile controllare la propria aggressività, le proprie paure o ansie. Se assunte insieme, la cocaina e l’alcol aumentano i pericoli correlati a ciascuna sostanza. Il loro consumo contemporaneo può produrre effetti del tutto imprevedibili. I ricercatori, infatti, hanno riscontrato che quando il fegato abbina cocaina e alcol produce una terza sostanza, il coca etilene per favore uno sballo dirompente. Ma cos'è il coca etilene? E' un mix di alcolici e cocaina, che prolunga esponenzialmente gli effetti della droga e dà la sensazione di resistere meglio e più a lungo alla fatica. Una sorta di doping "fai da te". Quando sono assunte contemporaneamente, la cocaina e l'alcool vengono trasformate dal nostro fegato in coca etilene. L'azione del coca etilene sul cervello ha una durata superiore ed è più tossica delle due sostanze prese autonomamente. E' assodato che la commistione di cocaina ed alcool sono la causa di morti improvvise. Le ricerche svolte sui nuovi consumi di cocaina e alcol hanno evidenziato due distinte classi di consumatori: i giovanissimi tra i 14 e i 20 anni, che la usano particolarmente per "divertirsi" nei fine-settimana e gli adulti tra i 30 ed  50  anni, dall'operaio al manager all'intellettuale, che si "fanno" per aumentare la loro capacità produttiva. L'aspetto più preoccupante su cui è necessario intervenire è quello dell'aumento di gravi incidenti sul lavoro e stradali, per i quali è più che provata la stretta correlazione con il consumo di alcool e cocaina. Per questo è necessario muoversi sul piano della prevenzione per far comprendere i rischi a cui ci si espone usando cocaina e alcool o altre droghe.

Cocaina e anabolizzanti

L’associazione di cocaina e anabolizzanti (in particolare il nandrolone) richiede una specifica considerazione dal momento che l’uso di entrambe le sostanze risulta in forte espansione, soprattutto tra giovanissimi e giovani adulti, giovani cioè entro i 30 anni di età. Entrambe le sostanze, singolarmente o in combinazione, provocano forti aumenti di aggressività. Una marcata aggressività si produce già a dosi modeste di cocaina, quindi anche in assuntori saltuari, e l’associazione delle due sostanze sviluppa comportamenti aggressivi significativamente più marcati nell’uomo.  I consumatori di anabolizzanti e cocaina  reagivano in maniera molto più aggressiva di soggetti che non avevano abbinato le sostanze.  Questi effetti aggressivi provengono dall’alterazione dei neurotrasmettitori, influenzati dalla cocaina e gli anabolizzanti che agiscono contemporaneamente  sulle stesse aree del cervello che presiedono i comportamenti aggressivi e violenti. Secondo alcuni studi le due sostanze, pur avendo caratteristiche molto diverse, hanno siti comuni di azione proprio all’interno del sistema limbico, del sistema nervoso centrale.
La cocaina, abbinata agli anabolizzanti, può provocare colpi apoplettici e gli ormoni sessuali (il nandrolone è un ormone maschile anabolizzante) possono peggiorare le caratteristiche degli attacchi. Questa particolare interazione di sostanze sviluppa effetti avversi sul sistema cardiocircolatorio. E’ noto che la cocaina induce vasocostrizione coronarica, aritmie cardiache e problemi di conducibilità. Gli steroidi anabolizzanti, da parte loro, sono stati associati ad ipertrofia del miocardio e ad ipertensione. Queste concause dovrebbero essere tenute in considerazione anche quando sui campi da gioco o in palestra si verificano improvvisi, quanto inspiegabili, decessi di soggetti giovani e sani.

Cocaina e amfetamina

Anche la combinazione cocaina/amfetamine è estremamente pericolosa, dato che le due sostanze espongono il consumatore a enormi rischi di overdose con crisi di ansia, panico, deliri, allucinazioni, esplosioni di aggressività. La cocaina abbinata all’anfetamina può essere paragonate ad una sorta di "adrenalina artificiale". Dopo essere entrate nel circolo sanguigno, espletano infatti i medesimi effetti di una naturale iperproduzione di adrenalina. La cocaina e l'anfetamina aumentano la pressione arteriosa ed accelerano il battito cardiaco, hanno inoltre un'intensa azione eccitante sul sistema nervoso centrale, determinano euforia, insonnia, eccitazione psichica e psicomotoria. In seguito alla loro assunzione le capacità coordinative diminuiscono ma aumenta di pari passo l'attenzione, l'iniziativa e la capacità applicativa con non pochi rischi nei risultati.

Cocaina e atropina

La cocaina è una sostanza che determina il rilascio, all’interno dell’organismo, di importanti concentrazioni di adrenalina e noradrenalina, mediatori chimici del così detto sistema simpatico, quella parte del sistema nervoso autonomo responsabili delle reazioni di stress, fuga, allarme, difesa. L’adrenalina e la noradrenalina eccitano sia l’apparato cardiovascolare (aumento della pressione arteriosa, tachicardia) sia quello nervoso centrale (eccitazione, agitazione, delirio, convulsioni). L’atropina blocca gli effetti della parte del sistema nervoso autonomo chiamato parasimpatico, sistema in continuo equilibrio con quello simpatico e responsabile delle fasi di recupero delle energie conseguenti all’attività del simpatico. Quando il parasimpatico è attivo c’è depressione del cervello (sonno), attività dell’apparato digerente (digestione) e riposo cardiaco e muscolare. Il blocco del parasimpatico da parte dell’atropina inibisce l’attività di riposo indotta dal parasimpatico e sposta l’equilibrio parasimpatico/simpatico in favore del simpatico. Per questo motivo i sintomi sono del tutto simili a quelli che si ottengono con la stimolazione del simpatico (tachicardia, aritmie cardiache, convulsioni). Cocaina e atropina producono gli stessi effetti sul cuore e cervello anche se con due meccanismi diversi. Le loro azioni combinate e sommate sono quindi in grado di determinare gravissimi stati di eccitazioni, aritmie, allucinazioni, deliri, convulsioni. La pericolosità estrema del cocktail deriva, quindi, proprio da questi effetti di sommazione e di potenziamento reciproco di sostanze eccitanti che  anche se tempestivamente trattate con farmaci adeguati, possono resistere alle terapie e condurre la vittima alla morte.