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X un sì alla vita

Il silenzio di Dio

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Il silenzio è il primo passo verso l'incontro con Dio. La necessità di un silenzio delle parole è predicata da Santi e maestri spirituali, poiché la lingua è spesso occasione di dispersione inutile, di distrazione. Tacere e moderare le parole, ma non solo: cercare l'allontanamento dalla civiltà del rumore e dall'attivismo sfrenato. Il silenzio esteriore restituisce al corpo, alla mente e allo spirito quella calma necessaria per recuperare il silenzio interiore. Il silenzio del cuore è ciò che ci permette di essere lucidi, vigilanti ed accoglienti verso noi stessi, verso gli altri e verso Dio. Il silenzio interiore è il luogo in cui incontriamo Dio e, con Dio e in Dio, il nostro prossimo.   

Il silenzio vuoto e pieno   

L'uomo contemporaneo ha paura del silenzio, perché più o meno inconsciamente, ha eliminato la fonte del proprio silenzio, cioè Dio. C'è un silenzio vuoto  e un silenzio pieno. Il silenzio vuoto è freddo e incute paura, perché in esso facciamo i conti con le nostre povertà. Il silenzio pieno è il silenzio abitato da Dio; è quello spazio di fiducia e di intimità in cui lasciamo entrare l'Amato e allora il vuoto si riempie di calore e di vita. I contemplativi sanno che solo attraverso la dura disciplina del silenzio si può giungere a percepire la Presenza di Dio.   
Dio si fa aspettare?   

Talvolta, tuttavia, Dio tarda a farsi sentire. E' la prova del silenzio di Dio, che porta con sé aridità e sofferenza. Quando tutto tace, quando nella solitudine e nell'abbandono del silenzio più totale non si sente la Voce di Dio, si vive nell'attesa di un segno. La consolazione sarà comprendere che se Dio tace, tace per amore, e se parla, parla per amore. Dopo il tempo della prova, ecco che il silenzio, improvvisamente ed inaspettatamente, diventa una chiara eco del Verbo.     

Tutto è grazia.        

Perciò le sue vie sono sconcertanti e spesso ci confondono.Talvolta abbiamo l'impressione che il Padre ci abbandoni; invece, all'angolo della strada, ci invade repentinamente con una visita inebriante. Nel suo operare non c'è logica umana. I suoi pensieri e criteri sono diversi dai nostri. La cosa più difficile è aver pazienza col nostro Dio ed è ugualmente difficile, nel nostro cammino verso di Lui, accettare nella pace tale gratuità essenziale, sopportare con pazienza i suoi tempi, accettare in silenzio le realtà volute o permesse da Lui. La sua grazia opera in silenzio, si inserisce tacitamente nella complessa indole della natura umana.     

LA GRAZIA ABITA IL SILENZIO 

"Di sei devoti, cinque invocano Dio a gran voce, chiamandolo Amato. Soltanto uno prega silenziosamente nella profonda quiete della propria anima. Dice un saggio Indiano: “Quest'ultimo sarà il solo a cui verrà affidata la perla preziosa della Grazia Divina. La sua lingua prega in silenzio, mentre il suo cuore è immerso nella gloria di Dio” (Kabir Das – Mistico Indiano)