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La nuova chiesa di papa Francesco

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opinione papa francesco

Gli occhi di molti, credenti e non credenti sono fissi su papa Francesco. Il vangelo comanda a coloro che scandalizzano una immediata mutilazione: “…se la tua mano ti scandalizza tagliala, se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo …”.  Un gesto simbolico forte per dire ai seminatori di scandali di eliminare radicalmente il male dalla loro vita.  Il male tollerato e nascosto anche dietro alle pareti del sacro va fatto uscire, condannato.  Solo così il sale della chiesa non perde di sapore e non è calpestato dagli uomini, solo così la luce della chiesa non è nascosta sotto il moggio.  E’ Cristo che lo vuole. 

Già, Joseph Ratzinger, nella Via Crucis del Colosseo del 2005, pochi giorni prima di essere eletto Papa, non usò mezzi termini nel denunciare i mali della Chiesa. Alzò quasi un lamento di dolore: “Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa”. E ancora: “Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano vediamo più zizzania che grano. La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano”. Parole non certo tenere.  

E il cardinale Carlo Maria Martini, prima di lasciarci, fa eco alle parole di Ratzinger: “La Chiesa è stanca, nell'Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, le nostre Chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote e l'apparato burocratico della Chiesa lievita, i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi. (…) Noi ci troviamo lì come il giovane ricco che triste se ne andò via quando Gesù lo chiamò per farlo diventare suo discepolo. Lo so che non possiamo lasciare tutto con facilità. Quanto meno però potremmo cercare uomini che siano liberi e più vicini al prossimo”. 

Un uomo è stato cercato e trovato: papa Francesco. Questo papa indica da chi deve essere composto questo popolo di Dio: dai buoni, dai poveri, dagli gli umili e semplici.  La chiesa delle origini ha scelto i poveri, quelli che erano lasciati ai margini della strada: mendicanti, prostitute, ammalati, militari sfruttati, pescatori, pastori. E’ l’amore verso i poveri che vince la stanchezza di una chiesa senza sapore e luce, senza cuore e speranza per l’uomo del nostro tempo. Il Discorso della Montagna proclamato da Gesù, costituisce la sintesi del messaggio rivoluzionario che Cristo ha rivolto a tutti gli uomini. E’ il messaggio della nuova chiesa di papa Francesco. Gesù, infatti, non si limita semplicemente a proclamare le beatitudini, ma aggiunge altro, e cioè, i poveri sono beati perché avranno in eredità il regno dei cieli; gli afflitti sono beati, perché saranno consolati; i miti erediteranno la terra, i misericordiosi troveranno misericordia; i puri di cuore vedranno Dio; gli operatori di pace saranno chiamati figli di Dio; i perseguitati a causa di Gesù avranno una grande ricompensa nei cieli. Ora, tutte queste affermazioni, vogliono esprimere un unico concetto, e cioè i poveri, gli afflitti, gli operatori di pace ecc. erediteranno il Regno, avranno la vita eterna. I piccoli nella storia diventano i grandi nell’eternità. 

La modernità di questo messaggio che papa Francesco annuncia, sta nella sfida che lancia alla mentalità del mondo, secondo cui le persone felici sono i ricchi, i potenti, i furbi, i duri di cuore. Le beatitudini ci parlano: di gioia, di perdono, di lealtà, di rifiuto dell’ambizione, di moderazione del desiderio di guadagno, di coerenza nel nostro agire, di sincerità. È un discorso per tutti che accomuna tutti, che richiama tutti alle proprie autenticità profonde ed è questo messaggio che ci permetterà di vivere insieme, rispettandoci, non ghettizzandoci, non distruggendoci, nemmeno tenendo le dovute distanze, ma sostenendoci a vicenda. Papa Francesco parte dal discorso della montagna, dalle beatitudini di Cristo, per dare alla chiesa un volto nuovo.