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LA COCAINA, DROGA KILLER

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Un’accurata ricerca nazionale e internazionale sulla diffusione della cocaina, prospetta un’espansione dell’uso. Corrisponde al vero e quali sono le cause?

I dati epidemici e gli effetti patologici sono preoccupanti. Tra le cause ricordo:
- il culto dell’immagine presente già nei bambini e ragazzi;
- il gusto di trasgredire e provare stati euforici esaltanti;
- la voglia di opporsi agli adulti e di esprimere un’illusoria personalità;
- la caduta dei valori e l’egemonia d’alcuni modelli culturali;
- l’incapacità di accettare i limiti e la sofferenza stessa;
- la mancanza di ideali da raggiungere con lo sforzo e la fatica;
- la ricerca di un supporto a una personalità fragile, perdente;
- l’affermarsi della cultura del piacere, del godimento e della dissipazione.

I cocainomani sostengono che questa sostanza fa funzionare meglio la mente, la rende più efficiente, produttiva, resistente, brillante. Che cosa rispondi?

La cocaina senz’altro stimola la mente. Certe persone quindi usano cocaina come una botta in testa:
- per presentarsi bene a un incontro, a una riunione di lavoro, a una discussione in televisione o in una gara sportiva;
- altre persone assumano questa sostanza per diventare diverse;
- altre ancora usano cocaina per allontanarsi da uno stile di vita annoiato.
Della noia si è sempre parlato poco, giudicandola un limite degli oziosi. La noia invece è presente in molte persone e funge da campanello d’allarme della nostra mente che chiede una giusta quantità di stimoli, rischio l’esplodere della malinconia, della passività. La cocaina diventa spesso per le persone annoiate un tentativo per uscire dal loro malessere. 

In certi casi, un giovane o un adulto demotivato, depresso, eccitato, può trovare un sollievo, una terapia nell’uso della cocaina?


 R/ L’uso della cocaina come terapia ai malesseri psicologici non è dimostrata da nessuno studio scientifico. Non serve la cocaina per ridurre gli stati patologici, i sentimenti d’incertezza, la scarsa fiducia nelle proprie capacità. Anzi, la mente sotto l’effetto della cocaina avverte uno stato di benessere illusorio che molto presto cede il posto a stati d’ansia, d’insicurezza e impotenza. I consumatori di cocaina nella fase d’astinenza accusano: perdita di motivazioni, stati acuti d’ansia, grave abulia, voglia di farla finita. 

Come mai i consumatori di cocaina ritengono di non essere tossicomani e di essere meno compromessi nella mente e nel corpo, rispetto ai consumatori d’eroina? 

Si tratta di una mentalità diffusa che vuole assolvere i cocainomani classificandoli come consumatori di una sostanza stupefacente innocua. Tale falsità scientifica va combattuta. La cocaina è una droga forte che compromette il corpo e la psiche. Sintetizzo i danni fisici e psichici:
- riduce sensibilmente l’udito, il gusto e l’olfatto;
- causa sinusiti, ulcerazioni nasali, setto nasale perforato;
- induce a un arresto respiratorio acuto;
- porta all’infarto miocardio e all’ictus cerebrale;
- procura stati convulsivi, paralisi muscolari e stati comatosi.;
- scatena disturbi psichiatrici: psicosi, deliri acuti, stati ossessivi.

Vuoi dirci sinteticamente quali sono i segni più evidenti del consumatore di cocaina, per aiutare i genitori, gli educatori ad intervenire con tempestività?

Di solito il consumatore di cocaina ha un atteggiamento eccitato, chiacchiera molto, è spinto da un’attività frenetica e può fare meno di dormire per lunghi periodi. La cocaina procura un’euforia estrema, fa diventare: onnipotenti, superiori a tutti, dipendenti eccessivamente dal piacere e divertimento. Il cocainomane si espone al rischio, alle bravate. Non rispetta gli orari, gli impegni. Ha spesso attacchi di collera incontrollabili.

Quali sono i suggerimenti educativi per i genitori e gli educatori per tenere lontani i ragazzi e i giovani dalla cocaina e quali sono i rimedi per quelli che ne sono dipendenti?

L’impegno educativo deve passare attraverso una cultura che valorizza la normalità dei comportamenti e denuncia le accentuate esternazioni del personaggio. Basta con il caricare l’immagine d’apparenze, a scapito della maturità completa a livello cognitivo, volitivo, affettivo, morale e spirituale. La cocaina è la droga dei narcisisti, dei bulli, dei “vuoti a perdere”. 
  Il recupero del cocainomane necessita di strutture terapeutiche con un programma che prevede: 
- l’inserimento del giovane in un contesto di confronto paritario;
- la proposta di nuove esperienze significative;
- la valorizzazione delle scelte comuni;
- la disponibilità all’ascolto;
- il necessario “bagno” nell’umiltà.