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X un sì alla vita

Sotto l’ombrellone

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Sotto l’ombrellone le esternazioni non mancano. Uomini, donne, giovani spifferano ricordi, emozioni, desideri. Gli argomenti iniziati, interrotti e poi ripresi sono molti, senza la pretesa di approfondimenti e di documentazioni. Si parla della propria professionalità con enfasi e sicumera per distinguersi o almeno ricevere riconoscimenti e elogi. Si accenna con garbo e con termini appropriati, al marito, alla moglie e al fidanzato della figlia scelto con gusto tra il mazzo dei pretendenti. Non manca quasi mai il richiamo alla suocera che, come il prezzemolo, a parere delle nuore, c’è dappertutto. Così pure le suocere, tra un sospiro e l’altro, non risparmiano le nuore e ne tratteggiano un quadretto poco delizioso… In poche settimane i vacanzieri svuotano il sacco e lo riempiono di notizie nuove. 

Sarà forse l’effetto del sole, il relax dell’acqua, il contesto delle vacanze, ma soprattutto il bisogno d’esternare le emozioni: sta di fatto che sotto l’ombrellone le storie s’intrecciano, gli episodi si susseguono e le bugie si moltiplicano.  I beni immobili, i soldi, le spese sostenute e da sostenere “girano” sotto l’ombrellone come un turbine di difficile controllo. Per qualche settimana palesarsi benestanti sembra un difettuccio comprensibile. Il tutto è spesso incorniciato da alcune confidenze intime da riservare, nei momenti particolari, a quella o a quello che desta maggiore fiducia. Una domanda è d’obbligo: serve tutto questo parlare, ascoltare e ripetere per giorni gli stessi fatti e le medesime opinioni? 

Dopo un anno di vita normale, di emozioni accumulate, di silenzi obbligati, uno sfogo liberatorio ci vuole. Abbiamo bisogno di comunicare, di ascoltare o anche solo di chiacchierare con qualsiasi persona che incontriamo per un confronto, un consiglio, un aiuto. Dopo queste esternazioni ci sentiamo meglio e comprendiamo che gli altri sono come noi con gli stessi problemi e le stesse abitudini. Non è poco. Comincia in questo modo un’intesa, un’amicizia nuova che dà alle vacanze senso. E’ bello ritornare dalle vacanze con alcuni amici e amiche in più. E’ un modo per arricchire la nostra mente e ringiovanire il cuore. 

E le bugie che si ascoltano e si raccontano? Fanno parte del canovaccio dell’ombrellone. Basta un po’ di furbizia per non farsi infinocchiare dagli incantatori di serpenti a caccia della tintarella e della propria immagine. Si sa che il mercatino dell’immagine non conosce limiti, crisi, intoppi. In molti cercano di apparire. Chi ha un corpo giovane e in perfetta forma lo espone sulla spiaggia come fosse un idolo cui rendere culto e venerazione. Gli altri che sono consapevoli che la loro beltà e giovinezza sono venute meno, danno sfogo alla fantasia. 

Sotto l’ombrellone quindi i successi abbondano, le ricchezze proliferano, le amicizie prestigiose brillano, le avventure affettive abbondano. Niente di male, in pochi giorni c’è la possibilità d’immaginare una vita diversa con qualche punta di sogno. Pronti però a ritornare alla vita normale senza musoni e rimpianti. Mi sia concesso un suggerimento, se non turbo qualche lettore: sotto l’ombrellone anche la donna che afferma ripetutamente d’essere innamoratissima di suo marito, non s’intrattenga con quel tipo alto, simpatico e con gli occhi azzurri. E l’uomo integerrimo che sprizza dalla cute fedeltà e rigore, non posi i suoi occhi con compiacimento sulle protuberanze somatiche di qualche fanciulla… Un saggio consiglio ci ricorda che la “carne è debole” e se mi è permesso, in certe occasioni, pure lo spirito va in vacanza.