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X un sì alla vita

I soldi delle tangenti andranno in crusca

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

La gente comune, in passato, andava  dicendo che “la farina del diavolo va in crusca”. In altre parole, i soldi avuti male vanno a finire male. E’ “farina del diavolo” tutto ciò che si ottiene per furto, per usura, per imbroglio, per raggiri di potere. Mi sono permesso d’esprimere il mio parere negativo sui soldi, i beni  avuti dalle tangenti, dagli imbrogli  “intelligenti” e  una signora che stringeva tra le braccia il suo amato cagnolino interferì inviperita: “Lei signore vive tra le nuvole!”.  “Grazie per la diagnosi – risposi - ma rimango del mio parere”. Noi, con qualche lustro sulle spalle, che non abbiamo avuto l’occasione di crescere con “il sedere nel burro” tifiamo solo per quei soldi frutto della nostra fatica e lavoro. Se qualcuno ci considera poco avveduti e  furbi, pazienza. Restiamo sempre convinti che i soldi che provengono dall’imbroglio (anche se la si fa franca per stratagemmi  giuridici), non hanno in sé la fatica umana del  lavoro, il giusto legame ai sacrifici. Senza poi dire che quello che si ottiene con l’imbroglio, con i raggiri di raccomandazioni, danneggia la salute.  

Le tensioni, le agitazioni, gli stati d’ansia causano spesso ischemie, infarti  o comunque negano alla psiche serenità, buonumore. E’ urgente che i nostri ragazzi sappiano che i soldi e i beni provengono da un lavoro costante e onesto. E imparino a lavorare per assicurare alla loro vita dignità e autonomia. Che fatica ficcare nella loro mente questa “buona abitudine”: lavorare per vivere. Eppure è l’unico modo per distoglierli da quelle passività e abulie che li espongono al denaro facile, ai diversi  beni  e a quella sete d’avere che è peggio della droga. I cattivi esempi di noi adulti contagiano i giovani e non valgono le parole, le raccomandazioni che ricevono da alcune persone sagge. 

Se poi s’aggiunge che la giustizia funziona solo per gli squattrinati, il quadro è completo. Mi spiego. La giustizia con un “colpetto di spugna “ a volte, accontenta gli imputati eccellenti pronti a lasciare il posto nelle carceri affollate ai detenuti comuni.  La generosità non viene mai meno da parte di chi conta e sa di contare.  Anche la giustizia conosce lo stile della fisarmonica: si allarga e si strige, ciò dipende se chi è giudicato è potente o miserabile.  Se la giustizia è di parte,  sperare in una condotta onesta e virtuosa sarà sempre più difficile e il cambiamento del costume e della mentalità non verrà mai. 

Perbacco, i soldi fanno davvero miracoli: rendono felici, pagano divertimento, sesso, giustizia, abbelliscono l’immagine.  I nostri interventi correttivi, moralizzatori, rischiano di essere inefficaci se non teniamo presente che ogni modifica di costume sociale è lenta, faticosa e non sempre possibile se non si interviene sul pensiero, sulle abitudini, sulle devianze dei cittadini visibili e  che contano.  Le cattive abitudini o vizi sono ormai parte della struttura dell’io personale e collettivo e ci vuole una cura intensa e speciale per vomitarli. Se posso dare un consiglio a chi pensa che l’avere foraggi l’essere,  eccolo: in questi giorni d’estate visitate un cimitero, di solito deserto, fermate lo sguardo su alcune lapidi, leggete il nome e cognome e v’accorgerete che quel cimitero è pieno di persone importanti. Che vuol dire? Che l’iniquo mammona  lì non conta più. Sadico? No realista … Nemmeno servono tanti metri quadri di spazio per contenere il corpo esanime del  famoso estinto.