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Il virus del nuovo narcisismo

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Gli educatori sottolineano che la cultura dominante favorisce un narcisismo particolare. Sempre le persone hanno manifestato tratti narcisistici;ossia una tendenza che mette l’individuo in un atteggiamento costruttivo, propositivo, intraprendente, ostentativo. Ora invece gli individui risultano un miscuglio di passività, di dipendenza, di ripiegamento sull’immediato. Ci troviamo spesso di fronte a soggetti incapaci di sacrifici e d’impegno, centrati sui piccoli risultati quotidiani e carenti di passioni vere. L’orgoglio, quello utile all’affermazione di sé, è stato soppiantato dalla meschina invidia. Il ricercatore E. Pulcini scrive che il narcisismo moderno promuove un “Io individualista e desiderante, ancorato al presente e privo di progettualità, apatico ed antropico, incapace di relazionare e di un reale confronto con l’altro, estraneo alla vita pubblica; seppur disponibile ad aderire a gruppi chiusi, clan, sette religiose o ideologiche”. A favorire una personalità di questo tipo, concorrono alcune situazioni sociali da non sottovalutare.   

La precarietà del lavoro. Ormai da alcuni anni non esistono più grandi complessi lavorativi, ma gruppi imprenditoriali versatili, pronti al cambiamento e alla ristrutturazione, in funzione delle mutevoli esigenze del mercato. Gli stessi contratti lavorativi tendono ad essere a breve termine. Le conseguenze di tutto questo si riflettono sugli stili di vita degli individui. L’insicurezza del posto di lavoro genera ansia, instabilità, impossibilità di avere programmi a lunga scadenza, di costruirsi una famiglia, una carriera, di conseguire risultati sociali stabili. Ne consegue che l’individuo non si sente importante, non conta niente e quindi rinuncia a conseguire quei tratti veri di personalità.   

L’edonismo sfrenato. Il dato che balza agli occhi è che le persone dei paesi ricchi vivono generalmente in una condizione di eccessivo benessere. Non si limitano a mangiare, ma sono a caccia dell’alta gastronomia; non s’accontentano di avere i vestiti necessari, ma il look; non desiderano una casa modesta per abitare, ma la seconda, la terza casa al mare e in montagna; non ambiscono al riposo settimanale, ma consultano opuscoli per vacanze esotiche. Insomma, il piacere ha messo fuori uso la gioia. Non sembra che tal espediente abbia prodotto la felicità sperata. Insieme agli indici di ricchezza, oggi si presentano anche quelli del disagio psicologico, della criminalità, dei divorzi, dei suicidi e delle tossicodipendenze. Soprattutto uno stile di vita edonistico sospinge verso atteggiamenti narcisisti frivoli, superficiali, vacui e mutevoli.   

L’accentuazione del libertinaggio. Nulla più deve essere imposto in modo dogmatico, tutte le scelte e i comportamenti sono validi e possono coabitare senza contraddizione o limite alcuno. Tutto è lecito insomma, proprio come canta scherzosamente Giorgio Gaber: “ Si può, trasgredire ogni mito / si può, invaghirsi di un travestito / si può, fare i giovani a sessant’anni / si può, far riesplodere il sesso ai nonni… Tutti i modi di vivere hanno pari dignità, nulla è da condannare. E’ di moda il motto dei sessantottini “vietato vietare”. Questa mentalità favorisce l’affermazione di un soggetto narcisista e individualista che fa ciò che vuole e non ciò che deve.   

L’uniformità nei comportamenti. I valori, gli usi e i costumi tradizionali tendono a scomparire sotto l’urto di forze che impongono uno stile di vita quasi uniformato. L’eliminazione delle differenze tende ad ottenere dei consumatori strutturati in conformità ad uno standard unico. Le catene McDoland’s propongono lo stesso panino da New York a Mosca; l’albergo di Parigi è identico a quello di Miami; i bambini italiani comprano gli stessi giocattoli di quelli australiani; s’indossano vestiti con la stessa griffe a Milano, Londra e a Tokio. Questa uniformità, nel modo di pensare e agire, porta alla perdita della propria storia, delle proprie radici culturali ed avalla un narcisismo conformista e aperto agli stili di vita imposti dalla pubblicità. I novelli narcisisti, piaccia o no, giocano più ruoli, hanno la possibilità d’apparire con diversi atteggiamenti senza stabilire limiti e confini. Ciò può avere importanti ripercussioni sull’individuo: creare insicurezza, vuoti d’identità, discontinuità nelle scelte, qualunquismo e irresponsabilità. Necessita quindi tenere sotto controllo le cause che determinano stili di vita discontinui e aderire a forme di vita familiare, comunitaria per un confronto costante che impedisce l’affermazione del personaggio. Il virus del narcisismo purtroppo intacca un po’ tutti e il virus per curarlo è l’umiltà. Virtù in crisi.