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X un sì alla vita

E se il presunto assassino fosse innocente?

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Massimo Bossetti è in galera. E se non fosse il colpevole dell’uccisione di Yara, dopo un arresto tanto pubblicizzato dai media e le precise dichiarazioni  del Ministro degli Interni Alfano, che cosa dovrebbe succedere? Basteranno le scuse? 

Tutti a parole siamo garantisti, anche se questa volta non sembra che questo atteggiamento valga per molti e sia presente in chi ha indagato e ha dato la notizia dell’arresto. Si poteva fare altri accertamenti prima di ingabbiarlo? 

E l’arresto come mai è stato accompagnato dai tifosi del linciaggio da tanta cattiveria? 

Sono domande che butto nella mente di chi oltre ad essere garantista è anche prudente. Una virtù la prudenza in crisi. Si preferisce essere imprudenti anticipare le condanne, gridare che il caso Gambirasio è chiuso e che l’assassino è stato scientificamente scoperto. Onore e gloria agli investigatori. E se ci fosse qualche sbaglio nelle indagini? Un vecchio detto popolare afferma che “errare è umano”. Non credo che la scienza investigativa e giudici siano infallibili. La sensazione, in questo caso, è che lo siano stati. Ora si vedrà se necessitano o no ulteriori indagini per accertare la colpevolezza del Bossetti. Se risultasse innocente, qualcuno ha parlato della Caporetto della giustizia. Non sono d’accordo. Semmai parliamo di giustizia spettacolare che, a mio parere, non serve. Se un giudice o un investigatore vuole meritare le prime pagine dei media, si fermi, si congeda: non è il suo mestiere. La vera giustizia va con i piedi di piombo mi diceva un magistrato con qualche lustro sulle spalle. Ora sembra che la giustizia voli nell’etere senza calcolare che in questa inchiesta potrebbe esserci una serie di vittime, tutte le persone che stanno soffrendo. La piccola Yara aspetta, vuole giustizia, non altre vittime. Mi auguro quindi come cittadino che si faccia chiarezza sulla sua macabra uccisione. Non posso non pensare a Massimo Bossetti chiuso in carcere e mi chiedo: se fosse veramente innocente, estraneo ai fatti che cosa sente nella sua anima sgomento, paura? Chi riuscirà a guarire questa ferita nella sua mente, la scarcerazione, la consapevolezza di un errore giudiziario? Niente di questo. Solo i suoi figli e la moglie stringendolo forte tra le braccia potranno ridare la serenità a questo uomo qualora fosse innocente.   

 Don Chino Pezzoli