Promozione Umana

X un sì alla vita

LA DROGA, UN PROBLEMA EDUCATIVO

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

LA DROGA,  UN PROBLEMA EDUCATIVO

 La diffusione e assunzione di droghe illegali, e di droghe nuove, pone agli educatori una domanda: come controllare la mentalità che considera la droga una condizione sociale inevitabile? Le evidenze scientifiche invitano all’impegno in questo settore e a rifiutare l’idea di poter convivere, in modo “normale”, con le droghe. Il consumo delle droghe da parte degli adolescenti, giovani e adulti, comprese quelle legali come l’alcool e il tabacco, non deve essere considerato con leggerezza. Il cervello  che viene a contatto con la droga e con l’alcool evidenzia scompensi persistenti. Chi ha fumato marijuana per alcuni mesi, o provato la cocaina e l’ecstasy in modo episodico, mantiene una sorta di “memoria biologica” che pone il giovane in una condizione di rischio.

Fattori predittivi all’uso di sostanze

E’ bene sottolineare che la droga non produce gli stessi effetti in tutti i soggetti che l’assumano e non  li “intrappola”  in modo uniforme. Lo stesso primo contatto con la sostanza non può essere considerato casuale o un’occasione superficiale di “dire di sì” alla droga. Le ricerche sui minori delle elementari, hanno dimostrato alcuni dati predittivi che predispongono ad assumere droghe durante l’adolescenza. Sono più a rischio quei bambini che mostrano propensione alla ricerca di sensazioni forti (novelty seeking), minor controllo comportamentale, scarsa autostima, difficoltà di adattamento e mancanza di supporto dei genitori. Questi ed altri fattori predittivi, rilevabili prima dell’assunzione delle droghe, ci fanno capire che la scelta della droga non è occasionale o riconducibile all’ ambiente, al gruppi di amici.

Le droghe funzionano come “trappole”

Le sostanze d’abuso funzionano come “trappole”, in particolare, in quei ragazzi vulnerabili, incapaci d’affrontare le difficoltà personali: Le sostanze d’abuso sono presenti in alcuni adolescenti e giovani con carenze affettive, difficoltà relazionali,  difficili temperamenti e con un conseguente attaccamento ai genitori. Così pure gli stupefacenti funzionano da “trappole” in quei ragazzi asociali che trovano difficoltà in famiglia, nella scuola e si associano a coetanei devianti. Tutti questi elementi concorrono a un aumento del rischio che in certi casi può anche prescindere dalle scelte educative della famiglia. Si impone, alla luce di quanto si è affermato, l’assunzione di un impegno esteso che veda  insegnanti e genitori e, le istituzioni pubbliche in primo luogo, tesi alla tutela e educazione dei bambini e degli adolescenti. L’educazione non può essere lasciata al caso. 

L’impegno familiare e scolastico

L’impegno a combattere la dipendenza da sostanze stupefacenti e alcoliche va esteso soprattutto alle famiglie affinché non scelgano, di fronte a un figlio che si droga, di restare  in una condizione di isolamento, e non si vergognino di entrare in contatto con i servizi e le istituzioni, per offrire ai figli relazioni educative valide ed intense, capaci di curare le dipendenze. Così pure la scuola proponga costantemente strategie e contenuti per la formazione della persona, valorizzando le discipline scolastiche che contengono in sé straordinarie risorse formative e quegli elementi umani e socio-morali su cui si possono fondare i progetti di educazione alla salute. Impegnarsi nel lavoro di prevenzione dell’uso di sostanze e delle dipendenze funziona. Recenti ricerche hanno dimostrato che investire risorse nella prevenzione non significa affatto disperderle. La prevenzione attuata nella scuola ha dato risultati significativi attraverso metodologie e progetti gestiti dagli insegnanti e dalla comunità educante in generale. 

La formazione preventiva

Il rischio dell’improvvisazione e degli interventi occasionali educativi esiste.  Per iniziare ad operare in modo continuativo e sistematico con i ragazzi occorre utilizzare alcune linee-guida tratte dalla ricerca, dalle esperienze innovative valutate per misurare i risultati effettivi. La prevenzione sia quindi estesa a vari ambiti e assunta come compito delle agenzie educative. C’è la necessità, in primo luogo, che gli adulti, i genitori, gli insegnanti ed educatori si rendano consapevoli dell’urgenza di questi interventi per superare una mentalità tollerante che porta ad accettare di convivere con le droghe. I genitori siano coinvolti, conoscano i loro figli. A questo proposito, sono necessari indicazioni educative che intervengano precocemente nella storia della persona, nell’ambiente familiare, nella scuola e lascino profonde tracce nello sviluppo della personalità. La formazione degli adulti è il presupposto della prevenzione contro l’uso e abuso di droghe e alcol. Solo i genitori e gli insegnanti formati sanno assicurare il clima sereno in famiglia, gestire un gruppo in classe in modo interattivo, far apprezzare le gratificazioni della quotidianità più che le emozioni dell’”estremo” .