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Ma che cos’è un desiderio, cosa significa desiderare?

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pensaci su desiderio

Andiamo all’origine della parola. L’origine della parola“desiderare” vuol dire “stare sotto le stelle in attesa di qualcosa”, dal latino “de-sideribus”. I “desiderantes”  erano i soldati che aspettavano i compagni (attenzione alla parola chiave “aspettare” ) che non erano ancora tornati all’accampamento dopo il combattimento. Aspettare un compagno che non arriva significa attesa, desiderio di rivederlo e di riabbracciarlo ed esprime anche una certa apprensione per la mancanza. Ecco cari lettori, teniamo presente 3 parole: mancanza, attesa e tensione. Insomma, movimento verso qualcuno o qualcosa che stiamo aspettando. Desiderare quindi  sta ad indicare che noi aspettiamo qualcosa  che vogliamo che arrivi, che ci manca. E metterci  quindi in un atteggiamento d’attesa che ci apre  spazi infiniti.  Desiderare è accorciare  la distanza tra noi e l’evento, a volte,  enorme; quindi metaforicamente ogni desiderio presupporre una strada, un percorso.  Noi adulti abbiamo rimpicciolita troppo questa “strada”, questo spazio, questo tempo e abbiamo reso i desideri bisogni puntuali, concreti, immediati da soddisfare subito.E’ come se avessimo accorciato quello spazio e quel tempo fatto di cammino, di speranze, di  “sentire”; è come se avessimo soppressa  l’attesa che comporta emozioni e quel avvicinarsi con entusiasmo all’indefinibile. 

Desideri e crescita 
Vi  faccio una confidenza, cari lettori: il desiderio è amico dell’essere, mentre il bisogno lo è dell’avere. Questo vi dice come potete legare la parola “desiderio” alla vostra crescita, alla vostra identità o personalità.  Il desiderio, infatti,  va progettato, pensato, calato nel tempo per trovare soluzioni, tentativi. Se non educate la vostra mente all’attesa, vi troverete dipendenti da qualcosa : soldi, successi,  potere,  fama, piaceri.  L’oggetto lo potete consumare subito, vi soddisfa immediatamente. Tutti indossiamo  la stessa casacca per intrupparvi nella massa anonima che corre verso il niente. La dipendenza al bisogno c’impedisce di essere persone nuove, dinamiche invettive. Non riserviamo ai desideri tempo e spazio per sentire e immaginare un futuro sempre più affascinante.  Abbiamo  appreso  la lingua straniera fin dalla scuola dell’infanzia, l’informatica alla scuola primaria,  organizzato lo sport agonistico in età prescolare, quando ancora il corpo non era formato, strutturato. Insomma, abbiamo anticipato tutto per consumare sensazioni e emozione sempre più forti, totalizzanti. Il tempo dei desideri e quindi della crescita è stato annullato.  Così, ci siamo negato il tempo per prepararci ai cambiamenti , alle tappe successive della vita. Crediamo che sia vantaggioso attaccarci solo al presente per riempirlo di cose, ma non lo è. Non diventiamo mai maturi, blocchiamo la crescita mentale a livello intellettivo, volitivo e affettivo. Diciamo di no ai nuovi ideali, ai cambiamenti, alle opportunità che la storia piccola propone. Siamo fermi e crediamo di correre veloci, di avere “tutto e subito” per poi trovarci con un pugno di mosche in mano. 

Tempo per i desideri 
Per andare avanti nella vita, è utile fare dei passi indietro, cioè prendere fiato per la rincorsa, permettere alla mente di riposare un attimo. Fare, a volte, delle piccole soste, di tornare piccoli, per un momento, per rassicurarci. Lo fanno le persone intelligenti  quando devono affrontare un nuovo lavoro, una nuova situazione. Tanti di noi non lo fanno.  Accorciamo persino il tempo per il riposo. Riposare vuol dire darsi il tempo per riprendersi. Allora cosa si può fare? Lasciarsi travolgere da questo vortice, oppure rendere meravigliosamente importanti  alcuni spazi da riservare ai desideri? Mettere le ali alla vostra fantasia?  Credo proprio di sì. Nelle nostre settimane, nei  nostri mesi e anche nell’attimo che ci rimane libero, sogniamo un futuro diverso, un dopo che parte dal presente come una freccia dall’arco e va verso spazi nuovi, importanti.