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Grillo, la sconfitta di un pessimista

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Dopo aver seguito la trasmissione di Porta a Porta di lunedì 19 maggio con Grillo e Vespa, avevo un peso sullo stomaco che non sapevo come smaltire. Accuse, battibecchi, falsità, tutto condito da quella ironia subdola che lascia nel telespettatore, disgusto, nausea e rigetto. Per ridare alla mia mente ordine e prepararla a un sonno rilassato, mi sono chiesto un po’ di tempo per pensare, meditare. Non riuscivo a partecipare al gioco del massacro delle dignità umana, ai discorsi che condannano la persona e non gli errori. Mi sono chiesto come grattare via dalla mia mente questa patina di odio velato che avevo assorbito in quella trasmissione? Non mi restava che ritornare in me stesso e scoprire qualche traccia di ottimismo.   

Mi ricordai che da bambino rincorrevo le lucciole nei prati. Mi ero affezionato a quelle piccole bestiole che rompevano il buio e mi permettevano di giocare, di ammirarle. Gli ottimisti che rompono il “buio” di un periodo o di una giornata triste mi ricordano le lucciole d’allora. Amo gli ottimisti perché sanno giocare con il buio della società, danzare tra le tenebre del male senza perdere il loro chiarore. Gli ottimisti non gettano mai la spugna nelle difficoltà, ma rispondono in modo adeguato in ogni situazione conflittuale. Cercano una soluzione possibile, si distraggono con nuovi pensieri e sanno stare con tutti. Non offendono con illazioni o giudizi perentori. Infondono negli altri sicurezza, buonumore, calma, fiducia e serenità. E i saggi ripetevano che “una città smantellata e senza mura, è simile all’uomo che non sa dominare il suo istinto”.   

L’ottimismo è spesso il risultato di un buon auto-controllo delle forze istintive che s’impongono specie nelle difficoltà, nei conflitti. Grillo non ha i freni in ordine…Pensa che una società per cambiare ha bisogno dell’uomo straordinario, carismatico. Pensa di essere il “messia” che sistema tutto. E così si va avanti a coltivare e a far coltivare speranze che verranno deluse. Io sono convinto che ogni società si regge sulla partecipazione e validità di tutti i cittadini. Sarà necessario anche attrezzarci di un tocco di realismo per non perdere le staffe. Dopo queste riflessioni, mi sono fatto una domanda: come mai si vende tanta rivalità, rancore e odio in alcune trasmissioni televisive? Solo perché si hanno altre idee, si vuole una società diversa, o perché si desidera “costruire” un avversario per potenziare il proprio sé a colpi di applausi?  Se fosse così saremmo degli eterni bambini che giocano con la luna.   

Non so se i partecipanti alla trasmissioni televisive e lo stesso nostro Grillo sanno che vita è difficile per tutti e che non si può essere degli eterni idealisti che dipingono con la fantasia un mondo irreale…E che le persone equilibrate sono ottimiste, non enfatizzano i problemi irrisolti facendoli risultare un “prodotto” degli altri. Tutti siamo responsabili di ciò che non va bene. Quanto pessimismo! A che serve non saper controllare le emozioni negative come la rabbia, il rancore, la ribellione che non sono mai “buone”, come vorrebbe Grillo? Occorre, cari amici grillini e altri, un buon controllo interiore per non esternare illazioni, vendette e quella spalmata di male e di sarcasmo sugli avversari che infastidisce…   

Il male fa male a chi lo pubblicizza in un modo tendenzioso e perverso e anche a chi è sdraiato sul divano davanti al video e lo subisce acriticamente. E’ vero, non possiamo ignorare i fatti, vivere al di fuori della storia, ma nemmeno dobbiamo aprire la bocca per rovesciare nelle teste, soprattutto dei giovani, ombre, dubbi, cattiverie e condanne. Di solito chi spiffera il male altrui e chi si colloca sopra le righe non ascolta nessuno, non si confronta.  Ho letto una storia sufica. Un uomo creduto morto fu portato dai suoi amici alla sepoltura. Quando la bara stava per essere calata nella tomba, l’uomo tornò in sé e iniziò a battere contro il coperchio della bara. Si aprì la bara e l’uomo si drizzò a sedere e disse a tutti: “Sono vivo, non sono morto”. Le sue parole non furono accolte. Alla fine una delle persone presenti, disse: “Amico tutti gli esperti, gli opinionisti attestano che sei morto”. E così riavvitarono il coperchio. Che c’entra questa storiella con Grillo? Ma sì che c’entra. La mia impressione è che Grillo sia proprio colui che attesta che gli altri sono tutti morti. L’unico vivo è lui, è lui che li chiude nella cassa.