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SAPER ASCOLTARE

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Una delle qualità umane più importanti relative all’ascolto consiste nel riconoscere ciò che il nostro interlocutore dice, anche se non siamo d’accordo con lui, prima ancora di parlare della nostra esperienza o esprimere il nostro punto di vista. Per poter infatti ottenere una buona comunicazione da parte del nostro interlocutore, è necessario, innanzitutto, che prestiamo attenzione al suo messaggio, riaffermandolo poi con le nostre parole ciò che abbiamo ascoltato, prima di esprimere il nostro parere o pensiero.

L’ascolto recettivo 
Il tipo di ascolto che vi vorrei suggerire in questo articolo tiene distinti due elementi che spesso nella nostra comunicazione con gli altri tendiamo a non avere: conoscere e approvare. Conoscere, infatti, i pensieri ed i sentimenti di una persona significa capirli, non è necessario essere d’accordo con ciò che dice o con il suo modo di vivere alcune esperienze. Nemmeno significa accettare di fare tutto ciò che ci viene chiesto.  Approvare è prendere in considerazione ciò che si è ascoltato, far capire all’altro che abbiamo rispetto di ciò che pensa e che siamo interessati a valutarlo per pervenire a una risposta. Non sempre la risposta deve essere immediata per essere costruttiva.

L’ostacolo all’ascolto 
Teniamo presente che quando siamo preoccupati per qualcosa e vogliamo parlarne, la nostra capacità di ascoltare diminuisce sensibilmente. In questo caso, capire ciò che ci viene detto risulta difficile. E’ richiesto a chi ascolta il superamento, almeno momentaneo, del suo stato d’animo per poter ascoltare. Se è concentrato su se stesso, sui suoi problemi, tutto ciò che gli viene comunicato rischia di non trovare attenzione, accoglienza. Prima di mettersi in ascolto di un messaggio importante, è necessario che chi ascolta sia libero interiormente, disponibile a ricevere la parola, i gesti, lo stato d’animo dell’altro. 

Una buona comunicazione 
Ascoltare è possibile, se chi parla evita un modo di comunicare difensivo, cioè vuole a tutti i costi sostenere la sua “causa” come in un tribunale. Nei tribunali e nei dibattiti televisivi, ciascuna delle parti cerca di far prevalere la propria opinione ed ascolta l’altra parte solo per dimostrare l’infondatezza del suo punto di vista. Ma siccome coloro che sono incaricati di argomentare o perorare una causa non devono raggiungere necessariamente un accordo o lavorare ad un progetto comune, il loro stile di comunicazione è spesso categorico, impositivo.                                                                
La maggior parte delle persone, tuttavia, si trova in una situazione completamente differente. Desidera intendersi, condividere alcune opinioni per raggiungere accordi, per questo si preoccupa di coinvolgere nella conversazione l’interlocutore. 

Una comunicazione intelligente 
Ascoltare è più facile se chi parla usa modalità intelligenti. Ad esempio in un ospedale un’infermiera, dopo aver ascoltato un paziente, potrebbe esprimersi così: “Vedo che ti senti molto a disagio, Franco, e vorresti alzarti da quel letto e muoverti. Ma il tuo dottore dice che la frattura non potrà sanarsi a meno che tu non rimanga a letto per almeno una settimana”. E’ probabile che il paziente in questo caso sia più disposto ad ascoltare l’infermiera rispetto al caso in cui quest’ultima avesse invece detto:” Mi dispiace molto, Franco, ma devi stare a letto. Il tuo dottore dice che la frattura non potrà sanarsi a meno che tu non rimanga a letto per almeno una settimana”. Quello che manca in questa seconda versione è il riconoscimento dello stato fisico ed emotivo del paziente. E’ sempre utile a chi comunica un pensiero o consiglia un comportamento, avere presenti i pensieri ed i sentimenti dell’altro, se vuole più facilmente farsi ascoltare.