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IL PARADISO DELLE PILLOLE

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Tutti felici e beati. Ci vuole poco per esserlo: una pillola per ogni disturbo umorale e per ogni difficoltà relazionale e sessuale. E’ soddisfatta anche la signorina che alcuni giorni fa è venuta nel mio ufficio per un colloquio. Dice di aver trovato la pillola giusta per trascorrere le giornate serene, distese. Con una pillola la sua vita è cambiata. Le chiesi di spiegarmi com’è avvenuto questo miracolo. “Niente di straordinario, spiega la fortunata, il mio medico conosce l’effetto d’ogni pillola. Basta che gli esponga il mio problema e subito mette mano alla ricetta. Le pillole danno la felicità, regolano l’umore, eliminano l’insonnia, risolvono l’impotenza. In altri Paesi, aggiunge la ragazza, l’uso delle pillole è una realtà da decenni, ora sta arrivando anche in Italia. Sono soddisfatta di questi rimedi. Spero solo che ci sia presto la pillola dell’eterna giovinezza”. Mi limitai ad offrirle uno sguardo dissenziente a questa donna fortunata che voleva semplificare la vita con alcune pastiglie.  Poi dentro di me dissi: “Avanti, signore e signori, c’è posto. Al gran mercato della pillola c’è posto per tutti. Stai invecchiando? Non c’è problema. Perdi i capelli? Una pillola e ricresceranno. Hai paura della tua ombra? C’è qui l’ultima invenzione farmaceutica. Ti viene da piangere da mattina a sera? Non serve alcun consiglio e comprensione, basta una pillola”.   

Mi accorgo che sono finiti i tempi in cui si lottava per superare i problemi, la tristezza delle prime rughe, degli acciacchi fisici e delle delusioni affettive. Oggi per tutto quello che non va, dalla mancanza di memoria ai problemi del sesso, c’è pronta una pillola. Piccola, lucida, risolutiva pillola. La ingoi ed è tutto fatto, non invecchi, non hai paura, se sei giù di morale, ti tira su, diventi felice e se sei grasso dimagrisci. Non ci sono più problemi, il paradiso è qui, in terra, a portata di tutti, basta ingoiare una pastiglia. Non sono passati molti anni da quando alcuni stati avanzati nelle tecniche farmacologiche inventarono le pillole della felicità. Psicofarmaci, prima di allora, esistevano già, ma erano mazzate da cavalli, sonniferi che ti stroncavano e non ti lasciavano pensare. Roba adatta ai malati di mente, insomma. Le nuove pillole invece promisero subito buonumore a poco prezzo e nessuna controindicazione. In breve cominciarono a prescriverle per la depressione, l’ansia, le fobie... Qualsiasi cosa. Saturato il mercato degli adulti, passarono agli adolescenti, poi ai ragazzi.   

La Food and Drugs administration ha stabilito che alcuni psicofarmaci si possano somministrare ai bambini dai 7 ai 13 anni per la cura dei di-sturbi compulsivi-ossessivi. Il 10% di tali farmaci, attualmente venduto negli Usa e in alcuni Paesi europei, è usato nel trattamento ansiogeno dei bambini. Le pillole, piaccia o no, sono l’apripista, i pionieri del benessere per via orale. Le case farmaceutiche hanno cercato di sfruttare il mercato con un proprio prodotto, ma non solo, hanno gareggiato per ottenere pillole per ogni caso. Per la tristezza e per l’allegria, ma anche per la memoria. Per i problemi sessuali ce ne sono addirittura tre, due per gli uomini e una per le donne. Non manca la pillola che fa ricrescere i capelli e quella che cura l’acne. Contro l’invecchiamento ce ne sono a decine, come pure per dimagrire. L’ultima arrivata, se non ne ho ho persa qualcuna, è quella contro la paura. L’hanno battezzata “Pillola del diavolo” (sempre fantasiose le ditte farmaceutiche) perché libera, non solo dalla paura, ma anche da rimorsi e coscienza morale. Un impiego, ovviamente, potrebbe essere militare. Grazie a questa pastiglia si avrebbero soldati temerari e senza scrupoli, un altro tipo di kamikaze. Si tratta di un’evoluzione delle anfetamine che i marines si calavano in Vietnam, in Cecenia, insomma. Ma c’è chi dice che la stessa pillola curerebbe gli stati d’ansia, le paure post-traumatiche e le crisi di panico. L’energia che si accumula durante le crisi di paura, spiegano gli esperti, non si sfoga in una fuga precipitosa – come avveniva per le paure dell’uomo primitivo, di solito legate a pericoli assai concreti – e quindi rischia di danneggiarci. A non convincere, però, non è tanto il potere taumaturgico dell’ultima pillola sul mercato o quella in arrivo, quanto la filosofia di vita su cui in atto. I difetti si cancellano, le ansie si distruggono a suon di pastiglie. 

L’uomo non vuol più far fatica, non vuole soffrire, non vuole essere messo in discussione. L’idea che una pillola possa risolvere tutti i suoi problemi gli dà tanta sicurezza. Risolvere i problemi con la pillola è come voler trasformare un’auto moderna tecnologicamente avanzata, in una Topolino.  L’uomo ha costruito il suo successo e la sua storia nella lotta all’inezia e alle passività e conseguendo scopi e ideali importanti. Il nostro cervello ha una caratteristica fondamentale la plasticità che ci permette di adattarsi alle condizioni difficili interne ed esterne. L’idea che tutto si possa risolvere grazie alle pillole è sconcertante.  Così pure è demenziale pensare che con qualche scatoletta di pastiglie potremo essere tutti belli, giovani, prestanti e soprattutto felici.