Promozione Umana

X un sì alla vita

Presidente Renzi, non dimentichi i più poveri

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

I più poveri dei poveri sono da questo governo inesistenti, dimenticati. Chi sono? Le persone che non sanno vivere che rischiano di togliersi la vita con un gesto incontrollato o lentamente.Noi operatori nel sociale avviciniamo ogni giorno persone drogate, alcolizzate, dipendenti dagli psicofarmaci, dal gioco d’azzardo che regrediscono, si fanno del male e spesso fanno del male agli altri. 
Sono una folla nella folla questi poveri senza speranza. Si vedono soprattutto la notte avvolti in una coperta logora con una bottiglia di vino in mano buttati sulla panca del giardinetto o sdraiati negli androni delle ferrovie. Lo scenario di oggi racconta di molte persone che hanno perso l'orientamento, che cercano il senso autentico della propria vita lontano dagli unici riferimenti veri in cui potrebbero trovarlo.  Questi poveri sono alla continua rincorsa di obiettivi esterni: ma l'esterno costituisce esclusivamente la cornice dell'esistenza e alimenta un senso di vuoto che pare non colmarsi mai. Non stupisce allora che questo modo di pensare e di attendere solo dall’esterno una risposta alla proprio benessere interiore o ricerca di senso, accetti soluzioni miracolistiche come le droghe o le dipendenze. La vita appare come magica, con racconti fantastici che promettono di darci tutto ciò che desideriamo. 
Ma che, purtroppo, non funziona. E’ necessario per mettere in salvo soprattutto le nuove generazioni, educarle alla interiorità, In che modo? 
Dedicando più spazio a tutte quelle attività che aiutano a entrare in contatto diretto con i pensieri, i vissuti, i legami affettivi, i sentimenti, i valori umani e spirituali. Tutto ciò che c’è in noi di bello, di vissuto serve per dare senso a questo attimo fuggente della nostra storia. E’ necessario calarsi in un mondo interiore ricco di mistero, dove tutto può cambiare da un momento all'altro; insomma, favorire quelle attività che creano meraviglia, stupore.  Solo se si rinnova ogni giorno la propria mente e si sensibilizza il cuore, si spezza la catena delle dipendenze e si contempla il fascino della libertà. Mi si dirà che lo Stato e i politici non possono intervenire sui modi di vivere e che il compito di chi ci governa è finalizzato ad assicurare alla persona i bisogni per varcare il lunario. Difatti si parla solo di economia, di lavoro, di  bond e si annuncia una ripresa economica come se fosse il toccasana del malessere interiore, di uno stato depressivo sempre più diffuso e erroneamente imputabile al disagio economico. La nostra società ha in sé un virus da diagnosticare e curare. Quale? Il virus del vuoto che infetta la vita, il suo senso e valore. Sembra che i soli maestri del vivere siano i politici e gli opinionisti che esaltano le loro gesta. La nostra società ha in sé un grande limite, il materialismo che è padre del nichilismo. Ne consegue che questa nostra società è invecchiata a vista d’occhio, non solo anagraficamente, ma soprattutto culturalmente. E in questo “invecchiamento culturale” ci metto la caduta della capacità riflessiva, affettiva, morale e spirituale. Il solo avere non basta a nessuno. Può avere tutto ed essere esclusa, sola, disperata. Ricordo ciò che disse Massimo D’Alema il giorno della sua investitura (1999) a Presidente del Consiglio. Affermava che non era compito dei governi e della politica occuparsi della felicità individuale. In quel momento pensai ai milioni di giovani che l’avrebbero ascoltato. Che speranza ci può essere per un ragazzo, un giovane, se la politica si occupa solo di quattrini o di rapporti e beghe fra partiti? La storia potrebbe ripetersi con il governo Renzi. 

Mi permetto quindi una sola domanda: “Caro Presidente del Consiglio anche lei è convinto che la politica non deve occuparsi della felicità individuale o meglio dello star bene interiormente dei cittadini? Pensa che solo i quattrini in busta possano essere la cura?”. Se la risposta fosse affermativa anche il suo governo e i politici che lo sostengono saranno responsabili, ancora una volta, di aver ucciso il sogno delle nuove generazioni. Il sogno di essere educate ad amare la vita ed essere felici.   

Don Chino Pezzoli