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Gli stipendi d’oro dei dirigenti statali

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

Le persone pensano che l’avere, il possedere soldi, l’arraffare beni sia lo scopo principale del vivere. Per alcuni dirigenti statali i lauti stipendi che percepiscono sono meritati e quindi intoccabili.  Mi chiedo solamente: che fanno di così importante e insostituibile? Penso che il giusto salario sia fuori discussione, basta che sia comparato con altri salari. Comparato non significa equiparato.  La comparazione è dettata dal buon senso che dovrebbe abitare nelle zucche di alcuni onnipotenti dirigenti. Non è così! Pensano che le loro prestazioni meritano soldi, tanti soldi. Qualcuno ha fatto sapere che se ne va se lo stipendio gli viene piallato… Se ne vada pure, con il saluto e l’accompagnamento di molti cittadini senza lavoro. Alcuni baroni delle aziende pubbliche sono come la lumachella che ricorda il poeta Trilussa: lasciano sulle loro grandi opere un po’ di bava e sono sicuri che la storia parlerà di loro. Che illusione! Chi si ricorda degli amministratori delle F.S precedenti? Forse qualche burocrate o portaborse. Il sistema politico e consumistico favorisce molto la deformazione del pensiero, a tal punto che i nostri dirigenti statali non si preoccupano degli effetti collaterali. Quali?  La disuguaglianza tra ricchi e poveri, lo sperpero dei primi e la miseria e fame dei secondi. Sì, perché una visione ristretta della vita, incollata unicamente al proprio avere, lascia morire quella parte profonda che suggerisce alla mente una giustizia vera. Qualcuno ha scritto che è difficile modificare un sistema retributivo varato dai politici (di tutti i partiti) che scelgono i loro uomini a dirigere l’azienda statale. Sono pienamente d’accordo: i dirigenti importanti sono pagati, pagatissimi e non si saprà mai quale pizzo assicurano al partito garante. Le cose vanno così, sono sempre andate così e cambiarle è possibile solo se si è disposti ad inimicarsi qualcuno, anzi molti. Ora è arrivato il momento di alleggerire le tasche di questi baroni che si sono spesso rifugiati nell’ideologia di sinistra, di destra, di centro e dintorni per assicurare il loro malloppo. Ce la farà l’attuale governo? Ne dubito. La mentalità evangelica di dividere il pane e il pesce moltiplicato e sfamare tutti, sa di favola per chi ha e vuole avere sempre di più. La stessa solidarietà è inesistente in chi gozzoviglia, spreca, sventola sopra la testa dei poveri il suo potere, afferma le sue qualità manageriali, tiene stretti i suoi quattrini come se fossero un trofeo conseguito. Questi dirigenti dell’azienda statale percepiscano stipendi faraonici (meglio non riportare le cifre). Non solo. Giustificano tali compensi… C’è chi difende la casta e sostiene che i dirigenti statali per fare responsabilmente il proprio lavoro devono essere ben remunerati. Io ho sempre pensato che la remunerazione per il lavoratore debba essere giusta, tenendo presente i ricavi e i costi di ogni azienda. Non mi sembra che lo Stato italiano sguazzi nel benessere…E poi, domando scusa se sbaglio, la responsabilità lavorativa fa parte del codice etico del dipendente, non può essere monetizzata.      Don Chino Pezzoli