Promozione Umana

X un sì alla vita

Dal carcere all'Accoglienza

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Mi chiamo Antonio e da un po’ di tempo mi trovo nella struttura d’accoglienza di Promozione Umana, non sono un ragazzino ma una persona adulta con alle spalle una storia costellata da una serie di esperienze nel mondo della malavita e della droga. 

Avevo dodici anni quando per la prima volta partecipai ad un atto delinquenziale e non so nemmeno io il perché, forse i problemi in famiglia, i continui litigi tra i miei genitori sviluppavano in me una voglia di evasione dalle mura domestiche insieme ad una rabbia e frustrazione per non aver potuto tutelare mia mamma da quella mentalità così dura e aggressiva di mio padre che esercitava contro di lei… mi sentivo impotente.

Così cercavo di stare fuori casa e nello stesso tempo di appartenere ad un gruppo che mi accogliesse, era un gruppo di “balordi” che pipavano, sniffavano eroina e altro. Soldi, donne e belle macchine erano diventate per me dei modelli da seguire. Così mi ci sono buttato dentro questi contesti che a poco a poco sono diventati per me la normalità. 

Gli anni passavano e con loro aumentava l’uso di sostanze stupefacenti.  Un giorno iniziai ad avere problemi nel mantenere la mia dipendenza, il lavoro da manovale e i soldi che guadagnavo non riuscivano più a coprire le spese necessarie per reperire ciò che mi serviva… Così iniziai  a delinquere: una serie di rapine di vario genere che oggi non riesco nemmeno a quantificare perché gli stupefacenti mi ha tolto parte della memoria che ora sto lentamente recuperando.

Ho 46 anni e ho scontato quasi un ventennio chiuso tra le mura di diversi istituti di pena incontrando tante persone con le quali ho anche sviluppato dei rapporti di amicizia. 

Il carcere mi ha costretto a ripensare ai miei vissuti e mi sono reso conto che i miei desideri più autentici, per esempio, la costruzione di un progetto di famiglia, di poter avere dei figli con una donna che mi volesse bene, li avevo negati in nome di una vita irreale, fatta di falsi miti e cattivi maestri. Gli ultimi sette anni che ho trascorso tra le sbarre sono stati veramente i più difficili: mi sono reso conto di avere a che fare con una grave dipendenza che mi stava spingendo verso il baratro… Non vedevo una via d’uscita, davanti a me solo giorni e lunghi anni di carcere che  mi restano da scontare… Un giorno incontrai un ragazzo, mio amico d’infanzia che con me aveva condiviso la devianza… si trovava in carcere dopo un’esperienza di tre anni di comunità per una vecchia pena definitiva sopraggiunta… N. era cambiato radicalmente e sperava di rientrare presto nella comunità… Ho incontrato un’altra persona, responsabile, attenta a sé e agli altri, con una mentalità matura. Questo amico destò in me una grande curiosità per la sua sensibilità ed il suo cambiamento, mi invitò a prendere contatto con la comunità Promozione Umana. Seguì un lungo periodo (un anno) di colloqui con un operatore della stessa nei quali ho avuto modo di confrontarmi con una visione della vita nuova e diversa, con dei valori che in fondo anch’io possedevo, ma che avevo oscurato da tempo.  Questi incontri furono importanti, hanno fatto crescere in me la consapevolezza e il desiderio di  cambiare vita attraverso nuove esperienze.

Sono ospite da circa un anno della comunità, i primi mesi sono stati i più difficili perché mi sono reso conto di dover recuperare un equilibrio psicofisico attraverso dei ritmi di vita che avevo dimenticato ma che rappresentano la normalità: il lavoro costante, la cura del proprio corpo, la giusta alimentazione, l’attenzione agli altri compagni, la condivisione di momenti gioiosi o difficili. L’opportunità di essere aiutato a spaccare la catena delle dipendenze da professionisti capaci, mi aiuta a sperare in un futuro diverso e a costruire un buon progetto di vita.

Sono fiducioso ora! Qualcosa di buono mi aspetta.