Promozione Umana

X un sì alla vita

Una ricetta utile per Renzi

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

opinione renzi

Da più parti si va dicendo che Matteo Renzi  farà un taglio  alla spesa pubblica. Ho una domanda: è disponibile Renzi  e  il suo governo a sforbiciare i blindati compensi dei politici, giudici, funzionari governativi, pensionati eccellenti ?  Farà una “radiografia economica” a chi ha accumulato beni per sé, per figli, nipoti e pronipoti? E’ a questi epuloni dello Stato che va fatta una intelligente sforbiciata…  Se non vorrà Renzi chiamarla patrimoniale, la chiami “livella economica”. Togliere soldi alla sanità, all’assistenza, ai servizi pubblici essenziali per il cittadino è davvero uno scandalo intollerabile, una strategia politica già da tempo subita. I poveri assistiti negli ospedali e nelle strutture sanitarie non vanno penalizzati, sono già messi male. Lo sguardo sia messo sui nababbi, su quelli che hanno accumulato tanti beni con la loro onorabilità e prestigio politico.  Ciò permetterebbe, in parte, di dare a tutti la possibilità di avere il necessario per vivere. Ridurre la spesa pubblica è  una manovra politica difficile che non entra nei parametri cognitivi del benestante. Il patrimonio è suo e guai  a chi  glielo tocca. Non vale  con i benestanti il principio della  giustizia che suggerisce una società dove il povero debba convivere con il ricco. Peggio ancora è chiamare alcuni epuloni dello Stato disonesti, convinti, come sono, che la loro fortuna economica sia meritata.  Nella nostra società è disonesto solo chi ruba soldi e beni all’altro, non chi si fa un patrimonio economico attraverso le cariche statali che occupa o ha occupato.  La cupidigia, l’avarizia, legittimano qualsiasi ricompensa. Per molti di questi servitori (lapidatori) dello Stato, s’addicono i versi poetici del Giusti : “Io credo nella Zecca onnipotente – e nel figliolo suo  detto zecchino – nella cambiale e nel conto corrente”. Portafogli che si aprono con una spontaneità e cupidigia poco democratica. Fiumi di assegni, piogge di versamenti, diluvi di banconote, casse, cassieri, tesori e tesorieri. Insomma, il denaro dato ed estorto  viene solennemente documentato sulle prime pagine dei giornali. M’infastidisce ascoltare chi si scandalizza per la disonestà o ingiustizia altrui ed è compiacente con la propria.  Noi cittadini comuni siamo stati educati  a ritenere  normale, “giusto” che il cittadino che conta  nella nostra società riceva compensi economici da capogiro. Si tratta di una persona che occupa posizioni di responsabilità e prestigio, è deve essere onorato nel portafoglio. Ora, finalmente, ci stiamo svegliando  e ci chiediamo: come mai un lavoratore percepisce uno stipendio di mille euro mensili, mentre un funzionario dello Stato prende gli stessi soldi in un solo giorno?  Il denaro non va demonizzato, serve, ma serve a tutti per vivere.  Se procurarsi soldi e beni è lecito, fa parte della intraprendenza e attività umana, legittimare la disuguaglianza  è egoismo, vigliaccheria, ma soprattutto è rubare il necessario ai più poveri. Se per essere qualcuno in questa società occorre avere soldi, beni, la strada maestra da seguire per questi “dei” appollaiati sul monte dei loro capitali è quella del taglio. Tagliare una buona parte del loro dovuto di oggi e di ieri, considerare le loro prestazioni politiche e sociali, simili a quelle di qualsiasi cittadino che lavora ogni giorno per il bene economico della nostra società.  Ho un richiamo forte  per  coloro che si arricchiscono ingiustamente.  Sappiano che una visione prettamente economica della vita, non li avvantaggia: paralizza la vita sociale, fomenta la delinquenza, mette a rischio la loro incolumità, ma soprattutto squalifica quella dignità e moralità che ha sorretto le società nel loro sviluppo.  Matteo Renzi  e il suo governo, riduca la spesa pubblica mettendo mano alle pensioni d’oro, alle retribuzioni faraoniche a carico dello Stato, al costo della giustizia,  ai costi per mantenere servizi pubblici che non funzionano: carceri, scuole, tribunali, strade. I cittadini attendono questa rivoluzione sociale, poi il resto.

 Don Chino Pezzoli