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Cresce l’allerta per il gioco d’azzardo tra gli adolescenti.

In un numero dell’Italian Journal on Addiction sono stati riassunti i contenuti di una ricerca che esaminava i comportamenti problematici associati al gioco d’azzardo e le caratteristiche psico comportamentali di questi ragazzi. Per quanto riguarda il gioco online, dai dati del 2012 (Telefono Azzurro ed Eurispes) è emerso che all’interno del 12% degli adolescenti che si dichiarano giocatori, il 2,5% gioca spesso, il 3,4% qualche volta il 6,1% raramente. Per quanto riguarda invece il gioco offline – e dunque videopoker, slot machines, gratta e vinci e scommesse – nel 27% dei giocatori tra i 12 e i 18 anni il 4,6% gioca spesso, il 10,4% qualche volta e il 12% raramente. Alcuni ragazzi intervistati ci propongono la loro esperienza su questo argomento.

Alessandro racconta: “Nella mia compagnia di amici erano diffusi i giochi come il gratta e vinci e le slot-machine. Quelli che giocavano alle slot non facevano in tempo a uscire di casa che erano già in un bar attaccati alle macchinette. Si isolavano da noi per tutto il tempo che giocavano. Li sentivamo parlare solo se vincevano o perdevano. Considero un gioco d’azzardo anche le scommesse sulle partite di calcio nelle quali molti dei miei amici si fanno coinvolgere. Le puntate sono minime e questo invoglia a provare. Con una giocata/puntata molto bassa, puoi vincere tanti bei soldini. Per quanto mi riguarda non mi sono mai fatto coinvolgere da questi giochi, neanche online. Non ho poi mai pensato che potessero essere sistemi per guadagnare soldi facili”.

Andrea invece parla della sua esperienza di dipendenza, in questi termini: “Ho sofferto di ludopatia, soprattutto per l’uso delle macchinette. Posso considerarla una vera malattia. È stupido attaccarsi per ore ed ore a un video con dei simboli che girano ed emettono suoni. Catturano completamente la tua mente e quella di tante altre persone. Ci si estranea da tutto e da tutti perseverando nella speranza di recuperare i soldi persi, ma il ludopatico perde sempre. Quasi tutti i giochi in circolazione si praticano da soli: tu e il video, tu e il pc, tu e una moneta che gratta una cartolina colorata… che tristezza”.

Un altro ragazzo Marco, parla del piacere che provava soprattutto con il gioco online e dice: “Ho giocato a partire dai 13 anni. Questo diventerà un problema grosso nei prossimi anni. Le persone tenderanno a caricare postepay per giocare on line, non solo per vincere soldi veri, ma anche per vincere soldi falsi. Per esempio ho visto gente che su facebook caricava soldi veri per prendere soldi falsi e giocare a poker, a farmville o a city ville. Giochi che per passare da un livello a un altro ti chiedono di mandare le richieste ai tuoi amici di facebook oppure di comprarli per terminare. Il tutto sempre accompagnato dalla parola facile. In modo facile puoi fare questo in modo facile puoi fare quello…”.

Giovanni invece racconta: “Ormai questo tipo di gioco coinvolge tutti. A me piace molto il casinò... mi fa davvero divertire. Lì, finivo per spendere 200/300 euro per volta. Conosco soprattutto persone che giocano con le slot- machines, e questa va considerata come una droga a tutti gli effetti. Si arriva a raccontare bugie a tutti (amici, familiari) pur di trovare un po’ di denaro”.

Questo mondo, così ben descritto da questi ragazzi, va attentamente sorvegliato in quanto sfugge dal contatto reale. L’utilizzo di internet rende molto facile, anche ai più piccoli, l’accesso a spazi virtuali in cui venire a contatto con queste tipologie di gioco così attraenti, ma assai pericolose. Per questa ragione si stanno attivando in gran parte d’Italia progetti per la promozione della salute sempre più innovativi, utilizzando pratiche come la peer education (che letteralmente significa educazione tra pari). Un metodo che vuole essere un anello di congiunzione tra giovani e adulti. L’obiettivo è di coinvolgere giovani vicini per età, cultura, interessi ed esperienze, bisognosi di trovare una risposta o anche un aiuto, e adulti, persone esperte come medici e psicologi, che trasmettano informazioni scientifiche e che insegnino a gestire i gruppi comuni- cando in maniera efficace.