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La babele del Pd

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

Nelle diverse anime del Pd le polemiche continuano, le battute e affermazioni provocatorie anche.  Le divisioni sembrano non avere tregua, mentre il cittadino è sfiduciato, deluso di una politica spettacolo. Matteo Renzi, eletto con voto plebiscitario segretario del Pd, sembra avere in tasca tutte le soluzioni ai problemi politici, istituzionali. Parla tanto, credo non abbia concorrenti così gettonati sul video. A mio avviso, la storia si ripete con qualche ritocco da non sottovalutare. Quale? Uno soprattutto, la nascita di alcuni leader politici che tra loro si sgambettano. Di solito nel calcio si sgambettano i giocatori della squadra avversaria. Nel Pd sono gli stessi compagni di squadra a sgambettarsi. C’è senz’altro qualcuno che desidera conseguire il pallone d’oro. Auguri. Simbologia a parte, Matteo Renzi che abbonda di parole e di proposte politiche, di soluzioni immediate, s’accorge che ognuno tiene stretto come Linus la propria coperta, ed è difficile averla tutta. Altri, nel suo stesso partito, vogliono soluzioni diverse, proprie.  I politici (vecchi e nuovi) soffrono purtroppo di un disturbo psichico che va sotto il termine di “arrivismo”. Desiderano arrivare e sedersi sullo scanno che conta. Strombazzano quindi a destra e a manca promesse di posti di lavoro, di riduzione della spesa pubblica, di soppressione delle tasse e di avere tanti sogni nel cassetto. Sono convinti, insomma, di essere innovatori del futuro e in tanto il presente soffre.  Quale futuro non si sa, né si può immaginare, si tratta di un futuro babelico, condito da una sporta di “si potrebbe”, “dovrebbe”, “bisognerebbe”. La gente ormai è confusa. Con questi arrivisti nel Pd non si governa, ma si riduce la politica a una fiumana di affermazioni contraddittorie: ciò che si dice oggi, si nega domani.  In questi giorni si parla di Pd e di Governo come se fossero due prime linee schierate l’una contro l’altra, pronte alla scontro. Ma poi, interviene il segretario Matteo Renzi che assicura astutamente che le due linee hanno un unico capo, lui, solo lui. E così si va avanti o meglio indietro… Per carità, le opinioni personali, quando sono sincere, vanno rispettate, sono l’espressione della vita, la fotografia della propria mente umana che ascolta, elabora ed esprime le proprie convinzioni e vissuti. Il confronto però serve per perviene a certezze più estese, a opinioni ponderate che sanno unire e non dividere e quindi governare.  Ribadisco che le opinioni diverse sono l’anima della democrazia, il potenziale che fa assumere scelte nuove e ci vogliono. Nel Pd però le idee sono tante e contraddittorie. Alcuni “rernziani” vogliono che il loro leader sia presto Presidente del Consiglio, altri no. Poi ci sono i “lettiani” che tifano per la continuazione del governo delle “confuse” intese. La gente però si chiede: è possibile che questo drappello di capi e capetti possa trovare un’intesa per governare?  E’ possibile se si fa un passo decisivo in avanti, in questo momento. Si fa la nuova legge elettorale e poi si va al voto e chi vince governa. Del resto sono i cittadini in democrazia che scelgono chi li deve governare. O vogliamo mettere il terzo Presidente del Consiglio scelto da Napolitano? Se così fosse, il presidenzialismo del capo dello Stato è vero, legittimato. Non lamentiamoci poi dell’immobilismo politico di questi ultimi tempi. Renzi va dicendo che occorre caricare la batteria del governo Letta. Io penso che la batteria vada cambiata. Ci vuole una compagine governativa nuova che esce dalle urne e che finalmente mette mano all’aratro senza guardare indietro. Ho un dubbio che ancora una volta lo stile sia sempre lo stesso che va sotto i termini: rimpasto, Letta bis, staffetta. Se potessi consigliare Matteo Renzi gli ricorderei un principio a lui caro: “Voglio essere un Presidente eletto democraticamente”. Metta in pratica ciò che dice.

Don Chino Pezzoli