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Carcere e internet

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Il Carcere è per sua natura un luogo chiuso, in cui i rapporti con l'esterno tendono ad essere rigidi e definiti. Le leggi vigenti non permettono ai detenuti di utilizzare internet, il problema principale è la sicurezza. Di norma, infatti, niente può uscire e entrare dal carcere senza il benestare della direzione, e se, è possibile controllare le lettere scritte dai detenuti, non si può esercitare la stessa sorveglianza sull' e-mail o sulle conversazioni on-line. La rigidità di questo divieto si sta lentamente stemperando sia in Italia che all'estero. Negli Stati Uniti questo è avvenuto in particolare tra i condannati a morte a cui, in alcuni casi, le direzioni delle carceri hanno permesso di tenere un sito internet; particolarmente celebre e visitato è stato il sito: “Dead Man Talking” di Dean Carter. In Italia alcuni interessanti progetti sono emersi nell'ambito dei giornali scritti dai carcerati che in alcuni casi, come a San Vittore per esempio, hanno dato vita ad edizioni in rete. Di recente sono state ipotizzate, a livello ministeriale, due possibilità per render accessibile internet ai detenuti: la prima è quella di utilizzare un collegamento “mirroring”, ovvero specchiato, che consiste nel collegarsi ad alcuni siti scelti in precedenza, scaricarne le pagine, scollegarsi e solo in quel momento permettere ai detenuti di navigare, una specie di navigazione in differita. La seconda è quella di consentire la navigazione solo in certi siti predefiniti, ma questa soluzione è più problematica perché ogni sito rimanda ad altri, con il rischio di perdere il controllo sulla navigazione. Il progetto “Dentro e fuori”, nato dalla collaborazione tra la direzione della Casa Circondariale Lo Russo e Cutugno di Torino e la redazione de " Il Contesto ", si propone di portare internet in carcere non come mezzo d'informazione, ma come uno strumento per incoraggiare relazioni e costruire dialoghi…. dialoghi virtuali, con persone che di virtuale hanno ben poco. L'idea è quella di fruire delle possibilità del web applicandole ad una operazione inedita: lo scambio di messaggi, idee, pensieri e informazioni tra i detenuti e la società civile. Il tutto rigorosamente pubblico ed accessibile a chiunque. Il sito www.ilcontesto.org, come precursore di questa iniziativa ha consentito ai detenuti della sezione “Prometeo” del carcere di Torino di pubblicare scritti, appelli , poesie e considerazioni, ma soprattutto ha dato la possibilità agli utenti civili di interagire con loro attraverso commenti, impressioni e domande rivolte direttamente ai detenuti. Ogni settimana i messaggi vengono raccolti e consegnati ai detenuti che a loro volta preparano i loro pezzi da spedire, innescando così una comunicazione preziosa sia per chi scrive che per chi riceve. Guardando questa interessante iniziativa viene spontaneo riflettere su come, soprattutto in questo caso, ogni strumento assume senso e significato solo ed unicamente alla luce di come viene utilizzato. Dopo il potere di annullare le distanze, infatti, è stata data ad internet la possibilità di valicare mura solide ed inviolabili come quelle del carcere e sopratutto di dare voce ad una parte della nostra realtà sociale che, anche se cruda e difficile da comprendere, sarebbe bello almeno provare ad ascoltare